Chi non va a Milano spende di più: esplode la rabbia dei pendolari
Il volantinaggio del Pd in stazione

Il biglietto integrato? «Per alcuni è una beffa»

La rabbia dei pendolari lodigiani: «Va bene agevolare le lunghe distanze ma perché penalizzare noi?»

I pendolari non ci stanno, per qualcuno è una beffa, qualcun altro parla senza problemi di «una ladreria». C’è chi invece è già rassegnato e chi si è adoperato per trovare un escamotage e risparmiare. A far infuriare i pendolari è il nuovo biglietto integrato, che «agevola chi percorre lunghe distanze, ma penalizza altri». Qualcuno cerca un modo di evitare gli aumenti: prendendo l’auto, direzione Lodi, e facendo l’abbonamento da lì per Milano, senza essere costretti dunque a sborsare gli 82 euro necessari per il tagliando con tariffa integrata treno e mezzi Atm, come tocca fare a Tavazzano con Villavesco, dove fino al 30 settembre per i pendolari si pagava 59 euro, al netto degli sconti per i ritardi, che peraltro non è più possibile richiedere oggi.

Una delle principali contestazioni riguarda l’applicazione a tappeto degli aumenti, come raccontano Dina e Paola, che da Tavazzano raggiungono ogni giorno San Donato Milanese. «Non è giusto, dobbiamo pagare il biglietto integrato, anche se in realtà arriviamo a San Donato in treno e basta. In tanti cambieranno mezzo» spiegano, prima di correre al treno.

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