Consiglieri espulsi dall’aula, è polemica

Consiglieri espulsi dall’aula, è polemica

Il presidente del consiglio Cerri ha invitato la polizia locale ad accompagnare fuori gli esponenti dell’opposizione Tagliaferri e Milanesi

Cristina Vercellone

Lodi

Continua la bagarre politica sull’allontanamento dall’aula da parte degli agenti di polizia locale dei consiglieri di minoranza Laura Tagliaferri e Francesco Milanesi. A chiedere l’intervento della forza pubblica era stato il presidente del consiglio Eugenio Cerri, quando la discussione sulle nomine a Santa Chiara si era accesa. Lo stesso presidente poi aveva fatto rientrare i consiglieri, dopo una decina di minuti, scusandosi sinceramente per l’espulsione. Le scuse erano arrivate anche dagli stessi consiglieri.

La consigliera comunale della Lega Eleonora Ferri, in giornata, ha diffuso un comunicato, pubblicandolo anche sul suo profilo Facebook, nel quale fa riferimento al ruolo di «educatori» dei due consiglieri. «Tagliaferri del Pd - ha commentato Ferri - è una professoressa delle scuole medie, l’altro Francesco Milanesi ha una scuola per ragazzini. Insegna loro a diventare portieri di calcio. Mi domando come possano educare i giovanissimi».

Non è tardata ad arrivare la replica dei due consiglieri. «Le dichiarazioni della consigliera della Lega - dice Tagliaferri - sono un atto gravissimo perché la consigliera va a toccare la vita personale della persone. Valuteremo quali azioni intraprendere nei suoi confronti».

Ad intervenire sulla vicenda è stata anche la consigliera regionale del Pd Patrizia Baffi: «Tagliaferri e Milanesi hanno tutta la mia solidarietà - commenta - e credo che quanto è successo giovedì sera in consiglio comunale, a Lodi, non possa essere derubricato con leggerezza. Chi siede nelle assemblee elettive rappresenta tutti i cittadini, sia che sieda nei banchi della maggioranza, sia che sieda in quelli dell’opposizione. Chi usa il proprio potere per impedire a un consigliere di svolgere il proprio compito fa un affronto a tutta la cittadinanza, perché questa è la democrazia e va preservata in Parlamento come in Consiglio comunale. Bene ha fatto il presidente dell’assemblea a scusarsi, perché ha commesso un atto grave che deve farci riflettere sullo stato della convivenza civile nel nostro Paese».

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