Isola Carolina, si studia il “piano B”: previsto un mutuo da 400mila euro

Un “piano B” da 400mila euro per l’Isola Carolina

Dopo la bocciatura del piano Bay entro l’anno arriverà il progetto per salvare il polmone verde di viale Dalmazia

Un nuovo piano, anzi un “piano B”. È quello che, dopo la bocciatura del contestato progetto firmato da Marco Bay si accinge a realizzare il Comune di Lodi per salvare dal degrado l’Isola Carolina. Un nuovo progetto dunque che costerà 400mila euro, soldi coperti da un mutuo che verrà acceso dal Broletto una volta che il piano verrà definito nei suoi particolari.

L’obiettivo – confermato dall’assessore all’ambiente Alberto Tarchini – è quello di chiudere la fase di progettazione entro l’anno, per poi avviare i lavori nel corso del 2020. Come annunciato, ci dovrebbe essere anche una fase di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte per ridare vita al parco, da anni in attesa di interventi di sistemazione. Gli elaborati sono allo studio da parte dell’ufficio tecnico del municipio. Tre i criteri guida: realizzare uno spazio dedicato ai giochi per i bambini, apertura dell’area verde su viale Dalmazia spostando la recinzione e rivedere gli accessi del parco.

La protesta per il taglio degli alberi all’Isola Carolina

Il piano Bay prevedeva una nuova gradinata in pietra, porta di accesso al parco e un collegamento con la storica piazza Castello, aree a prato al posto di una parte del fitto bosco. E sarebbe costato 1,3 milioni di euro, coperti da Fondazione Cariplo e risorse comunali. La Cariplo ha però negato il finanziamento e ora l’amministrazione Casanova punta su un progetto “mini” per il parco, tenendo conto anche della raccolta firme per fermare l’abbattimento delle piante (erano circa 100 quelle da tagliare nel progetto iniziale). Il comitato Isola Carolina, che si è battuto per fermare il taglio alberi e ha raccolto 7.750 firme (in totale contro il progetto Bay ne sono state raccolte oltre 10mila, comprese le petizioni Pd e Cinque Stelle) adesso auspica un vero coinvolgimento nelle scelte future sul parco, con la possibilità di un confronto sulle scelte da adottare.

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