Tasse dichiarate ma non pagate: sequestro per Eco Costruzioni
La sede del gruppo a Casalmaiocco

Tasse dichiarate ma non pagate: sequestro per Eco Costruzioni

Casalmaiocco: il Riesame di Lodi ha accolto il ricorso e restituito le somme

Il tribunale del Riesame di Lodi ha accolto nelle scorse ore i ricorsi presentati da due manager e una socia del gruppo Arcobaleno di Casalmaiocco, che si sono opposti a un sequestro per equivalente di beni e liquidità da poco più di 900mila euro notificato nel mese di luglio dalla guardia di finanza, nucleo di polizia tributaria di Lodi. Dalle indagini era emerso che a una dichiarazione regolarmente presentata per il 2015 dalla società Eco Costruzioni, che indicava appunto l’ingente versamento Iva che la società avrebbe dovuto accreditare allo Stato, non era seguito poi il pagamento entro i termini. Trattandosi di un importo pacificamente superiore alla soglia di 250mila euro, era stata aperta un’indagine penale. All’esito della quale era scattato il sequestro “per equivalente”, per assicurare allo Stato la possibilità di recuperare quelle somme che l’impresa stessa aveva dichiarato di dover versare.

Giovedì in tribunale sono stati discussi i tre ricorsi, e già ieri mattina c’è stato un pronunciamento del collegio penale. Che ha revocato il sequestro. È emerso tra l’altro che pochi giorni prima della scadenza per il versamento, a un manager era subentrato Cesare, uno dei figli dell'ex titolare (Gianpiero Cremonesi mancò a 68 anni proprio nel 2015). Tra l’altro una malattia strappò poi anche Cesare alla sua azienda e alla famiglia, alla fine del 2017. Penalmente, se sarà accertato che l’obbligo ultimo di pagamento era in capo a Cesare come legale rappresentante, l’inchiesta potrebbe approdare a un’archiviazione per morte del reo.

Le due tragedie, con la conseguente necessità di rivedere l’assetto societario del gruppo, e in un periodo storico nel quale Arcobaleno stava ancora affrontando l’onda lunga della crisi del mattone iniziata dopo il 2008, potrebbero essere anche la spiegazione del mancato versamento. Dietro il quale non si ravvisa la volontà di frodare il fisco, dato che era stata l’azienda stessa a dichiarare quanto avrebbe dovuto versare.

L’esposizione verosimilmente rientra nel piano di rilancio del gruppo, approvato nelle scorse settimane e per importi ben maggiori del (pur significativo) debito Iva contestato.

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