Bimbi al chiuso, per le strade c’è il gambero della Louisiana
Nella foto, uno dei gamberi rossi della Louisiana che stanno infestando le strade di Santo Stefano Lodigiano, compresa la scuola. E i bimbi sono costretti al chiuso

Bimbi al chiuso, per le strade di Santo Stefano c’è il gambero della Louisiana

Avvistamenti nel cortile e nel parcheggio della scuola elementare

Allarme a Santo Stefano Lodigiano, dove in soli due giorni sono stati avvistati tre esemplari di gambero rosso della Louisiana nel cortile e nel parcheggio delle scuole elementari, mentre erano già stati visti in fossi e tombini. A dar eco alla notizia è stato il papà di una alunna, Cristian Zani, che mercoledì è stato chiamato per recuperare uno di questi gamberi nel parcheggio all’ingresso della scuola, e dopo averlo fotografato, ne ha diffuso l’immagine su Facebook: «Sicuramente ci sarebbe da fare un minimo di controlli nei fossi e nel parco della scuola, ne ho parlato con altri genitori e pensiamo che sarebbe il caso di chiedere almeno l’intervento di Arpa – spiega -. La nostra sfortuna è che il Comune è commissariato e non può fare niente, ma per un bambino sarebbe pericoloso trovarsi davanti a uno di questi gamberi. Con le chele possono bucare anche uno pneumatico e se pizzicano fanno molto male».

Il vicepreside Simone Monico però parla di una situazione sotto controllo: «Ho trovato io stesso un gambero in cortile mercoledì alle 8.30 e un altro 10 minuti dopo, ma sono solo due casi (il terzo tuttavia è stato trovato giovedì ndr). Mi sono informato su questo animale, che è deleterio per il nostro ecosistema, si sa che risalgono dai fossi e dalle acque reflue e già dieci anni fa, in una nassa, ho visto un’anguilla completamente sbranata da questa specie, ma i nostri bambini non corrono alcun pericolo. Mi preoccuperei di più degli escrementi dei gatti, che nonostante i tecnici del Comune abbiano messo le reti sulla recinzione, continuano a entrare».

La specie, originaria il nord America, è diffusa ormai in tutto il mondo, causa la grande adattabilità ad ambienti anche ostili e al fatto che le femmine producono fino a 600 uova per volta, il che ne fa una vera e propria minaccia per gli altri gamberi di fiume, pesci e anfibi. In Italia la sua introduzione risale a una trentina di anni fa e ha inizio in Toscana, dove venne importata a scopo di allevamento, salvo poi sfuggire al controllo dell’uomo – come già avvenuto per la nutria – e colonizzare quasi l’intera Penisola. Da qui l’appellativo di gambero-killer.

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