Croce rossa, uno sportello sociale per trovare i famigliari “separati”
Lo sportello sarà aperto l’ultimo sabato di ogni mese nella sede della Cri

Croce rossa, uno sportello sociale per trovare i famigliari “separati”

Codogno, il servizio verrà attivato nella sede l’ultimo sabato di ogni mese dalle 9 alle 12

Familiari “separati” da conflitti bellici, calamità naturali o migrazioni, che non sanno a chi rivolgersi per potersi ritrovare: a venire loro in aiuto arriva lo sportello “sociale” della Croce rossa di Codogno, gestito da volontari presso la sede cittadina e rivolto a tutti coloro che hanno perso i contatti con il proprio figlio, la moglie, il fratello o un altro loro caro, e che vorrebbero rintracciarli ma non sanno da che parte iniziare.

Da domani, quando è fissata l’inaugurazione del servizio, ad assisterli ci sarà un apposito team in collegamento con il network nazionale e internazionale della Croce rossa. Ma le attività di cui si farà carico sono molte altre, come spiega la delegata dell’area sociale Giovanna Addamonte: «Lo sportello sarà aperto presso la nostra sede in via dei Mulini 9, l’ultimo sabato di ogni mese dalle 9 alle 12, durante tutto l’anno. Intendiamo dare una risposta alle diverse esigenze della cittadinanza, per cui daremo informazioni socio-sanitarie sulle strutture presenti sul territorio a chi necessità per esempio di un centro specializzato, accompagneremo il cittadino nello svolgimento delle pratiche burocratiche direzionandolo al servizio mirato a seconda delle sue esigenze, e una nostra volontaria, che di professione fa l’avvocato, si occuperà dei ricongiungimenti familiari di chi ha perso i contatti con i familiari in seguito ad alluvioni, terremoti, conflitti bellici o flussi migratori. Tutte situazioni particolari».

L’avvocato è la codognese Valentina Perpetua, da un anno appena volontaria della Croce rossa di Codogno, ma già molto attiva: «Assisteremo i soggetti vulnerabili, bisognosi di aiuto, facendo da centro di smistamento e accompagnamento verso le altre associazioni del territorio – spiega la 39enne, illustrando i servizi messi a disposizione dallo sportello -. Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari, all’inizio mi appoggerò a una ragazza del comitato della Croce rossa di Lodi, Laura Negri, che se ne occupa già dal 2016. Il nostro compito, qualora si presenti un soggetto, sarà quello di compilare un modulo tramite intervista in cui spiegherà la sua situazione, chi sta cercando e presumibilmente dove si trova, quindi invieremo tutto alla sede di Pavia della Croce rossa, da qui andrà alle sedi di Milano, Roma e infine all’Agenzia centrale delle ricerche che ha sede a Ginevra. Grazie a questa rete capillare della Croce rossa sarà possibile rintracciare il familiare».

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