Terminal bus, i conducenti: «È ancora una terra di nessuno»
Rapine al terminal bus di Lodi (foto d’archivio da un video della polizia)

Terminal bus, la denuncia degli autisti: «È una terra di nessuno»

I conducenti chiedono misure risolutive contro le baby gang

«Il terminal è ritornato ad essere una terra di nessuno, dove ne fanno di tutti i colori» è la denuncia dei conducenti dei bus che ogni giorno si trovano a lavorare in una situazione di insicurezza. L’episodio del minorenne salito sul pullman con una pistola giocattolo lo scorso 19 settembre, è infatti solo la punta dell’iceberg dei problemi che affronta il personale di Line.

Tra «macchine che entrano a velocità elevata e a tutte le ore nell’area che dovrebbe essere riservata, persone che fanno i loro bisogni all’aperto nel parcheggio, ragazzini che fumano e non si tratta di sigarette, extracomunitari che si mettono a giocare a pallone mettendo a repentaglio la loro incolumità visto il transito dei mezzi, e noi autisti che siamo costretti a slalom», i problemi abbondano. Con lo spettro delle baby gang sempre presente, e il pericolo che la situazione possa sfuggire di mano all’improvviso.

Il problema, insomma, arriva da lontano ed è tutt’altro che risolto: «Abbiamo fatto diverse segnalazioni, sia alla società che alle forze dell’ordine, ma siamo punto e capo – proseguono gli autisti -. Il problema fondamentale è dato dal fatto che quando intervengono, la questura o i carabinieri possono fare poco: quando vengono chiamati arrivano sempre, ma chiaramente i ragazzini indicati si defilano. O si colgono in flagrante, o cosa gli puoi fare?».

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