Il centro disabili: «Una storia di malavita, ora di riscatto»
Il taglio del nastro del centro intitolato a Peppino Impastato

Mediglia, nella casa della malavita nasce un centro per i disabili

Inaugurato il servizio per l’autismo nato in un immobile sequestrato alla mafia: è dedicato a Peppino Impastato

Una parata di autorità per l’inaugurazione del Centro diurno disabili, il primo dedicato all’autismo, che sabato è stato intitolato all’eroe antimafia Peppino Impastato. La Prefettura di Milano ha garantito la sua presenza attraverso il capo ufficio di staff Alessandra Tripodi (il prefetto Renato Saccone era stato trattenuto dal Ministro dell’Interno), mentre le forze dell’ordine territoriali erano schierate con i carabinieri della legione Lombardia e della compagnia di San Donato (con il colonnello Alessio Carparelli a capo dell’Ufficio Operazioni addestramento informazioni ordinamento e il maggiore Antonio Ruotolo che comanda la compagnia), la guardia di finanza della compagnia di Melegnano (guidata dal capitano Antonio Serra) e la polizia locale di Mediglia (rappresentata dal commissario Roberto Cilano).

Per l’occasione tutta l’amministrazione comunale era presente insieme a un’ampia fetta della popolazione che ha assistito al taglio del nastro e alla scopertura della targa che porta il nome di Impastato. «Perché questo luogo ha una sua storia – ha affermato l’assessore ai Servizi sociali Elisa Baeli -: una storia di malavita prima e di riscatto sociale oggi, che il Comune ha acquisito il bene sequestrato alla criminalità organizzata, l’ha riqualificato donandolo alla comunità». E, simbolicamente, «Mediglia ha compiuto con questa opera quei cento passi che Impastato percorreva ogni giorno per sfidare la mafia» ha sottolineato l’assessore alla Legalità Rosy Simone. Per il sindaco Paolo Bianchi e il vice Gianni Fabiano con l’apertura del centro - «grazie all’aiuto dei progettisti e di tanti che hanno dato il loro contributo gratuitamente senza chiedere nulla in cambio» - si è completato il cammino intrapreso anni fa «e al contempo inizia una nuova sfida».

«È un giorno bello, che dimostra che la legalità non è qualcosa calato dall’alto ma un percorso spesso tortuoso che si affronta insieme – ha detto Alessandra Tripodi, capo di staff della Prefettura -. Ho trovato straordinaria in questa giornata la partecipazione delle scuole e degli studenti: con loro sappiamo che si potrà guardare con fiducia al futuro».

Alla rappresentante della prefettura e alle altre autorità sono state affidate le forbici per il taglio del nastro dopo la benedizione di don Mario Zaninelli, che è stato parroco a Mombretto e che è tornato per partecipare all’inaugurazione. La struttura è stata mostrata ai cittadini dai nuovi gestori della Tma che hanno illustrato le attività e il centro che le ospiterà.

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