Giorgio Granati dell’associazione Lodi Murata e da due storici dipendenti comunali
La visita alla Lodi sotterranea

Un viaggio speciale nella Lodi sotterranea

Giornalista e fotografo del «Cittadino» scendono nelle viscere della città accompagnati da

Il Cittadino vi porta in un luoghi più incantati e meno conosciuti della città, la Lodi sotterranea. Ecco il racconto del nostro reportage.

Ci camminiamo sopra ogni giorno, la sfioriamo con indifferenza e a volte ci dimentichiamo persino della sua esistenza: è la Lodi sotterranea, un fitto percorso di cunicoli, scale e murature che testimoniano, nel buio e nel profondo del più cupo silenzio, antiche storie della nostra città e del nostro castello, che il Guicciardini, nella Storia d’Italia, definì uno dei più sicuri e ben difesi di tutta la nazione. A guidarci in questo percorso è Giorgio Granati, presidente dell’associazione Lodi Murata, insieme a Walter D’Attanasio, ex dirigente comunale, e Imperio Guerini, già operaio alle dipendenze del Broletto.

L’accesso agli spazi sotterranei avviene da piazza Castello: si scende verso l’Isola Carolina e si prosegue oltre il cancello posizionato alla base della discesa, passando di fianco alle imponenti mura, dove una volta scorreva il fossato difensivo del castello.

Uno dei cunicoli è chiuso da un crollo, ma si può procedere lungo il corridoio principale

Attraverso un cancellino si entra in quello che una volta era il revellino, ovvero la fortificazione esterna del castello, pensato per difendere Porta Regale dagli attacchi dei nemici. «Il revellino in sostanza è un bunker» spiega Granati. Da cui si accede a un mondo dimenticato, che ora, dopo 20 anni di ricerche e di studi, grazie a uno stanziamento di 900mila euro da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, potrà tornare a mostrare al pubblico i suoi segreti.

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