Undici ore di operazione, lo salvano al Policlinico
Giovanni Bianco, salvato a San Donato da Giampiero Esposito (a sinistra)

Undici ore di operazione, lo salvano al Policlinico

L’odissea di un paziente pugliese affetto da malattia autoimmune e curato al polo di San Donato

Da Brindisi a San Donato per non morire. La storia è quella di Giovanni Bianco, 51 anni, pugliese, affetto da una miastenia gravis, associata a tumore del timo e dissecazione aortica. «Circa 3 anni fa - racconta la moglie del malato Lucia Antonietta Dimaglie - mio marito ha scoperto di avere questa malattia autoimmune. Questa primavera, dopo l’asportazione del tumore, siamo andati a fare una tac di controllo. Il bravo radiologo, ha visto che l’aorta sanguinava e stava per “scoppiare”. L’aorta era arrivata all’ultimo strato». Era necessario subito un intervento. «Il chirurgo pugliese, al quale ci siamo rivolti - racconta la donna - voleva fare tre interventi. Io non ero convinta. Alcuni amici mi hanno indirizzata dal dottor Giampiero Esposito che aveva uno studio a Lecce e lavorava anche a San Donato: il primo luglio è stato operato, 11 ore d’intervento. Mio marito, al dottor Esposito deve la vita».

Il dottor Giampiero Esposito

«Si è tratta di un intervento straordinario - spiega il dottor Esposito che è responsabile della chirurgia cardiovascolare mininvasiva dell’Irccs Policlinico San Donato -, se ne contano attualmente solo tre casi in letteratura. Questo è l’unico in Italia. La miastenia gravis, infatti, è una malattia miotonica autoimmune che compromette il funzionamento dell’apparato muscolare e rappresenta un rischio per il paziente che deve sottoporsi a intervento chirurgico, soprattutto in caso di intervento cardiochirurgico in sternotomia».

L’intervento effettuato è stato complesso e “unico”: il medico di San Donato ha praticato una ministernotomia, (San Donato è l’unico centro in Italia a praticarla, da qui l’eccezionalità dell’evento) un piccolo taglio sullo sterno, che ha consentito di intervenire sostituendo l’aorta toracica (ascendente, discendente e arco aortico) e ripristinandone la regolare funzionalità.

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