Un patto fra Castelnuovo e Caselle per risolvere il “taglio” delle scuole
Gli amministratori durante l’incontro con la cittadinanza

Un patto fra Castelnuovo e Caselle per risolvere il “taglio” delle scuole

Le amministrazioni all’opera per conservare almeno un istituto a testa dopo la riorganizzazione voluta dalla Regione

Regione Lombardia ha deciso: nell’ottica della riorganizzazione scolastica per il 2020/2021, i piccoli istituti vanno unificati. E in tal senso anche nei paesi più piccoli del Lodigiano sono iniziate le manovre per ammortizzare gli effetti del (ri)dimensionamento. È il caso di Castelnuovo Bocca d’Adda e di Caselle Landi, che stanno ragionando su come gestire le rispettive scuole materne, elementari e medie mantenendo ciascuna almeno un presidio scolastico. Martedì l’amministrazione comunale ha convocato i genitori per affrontare la riorganizzazione scolastica pretesa da Regione Lombardia. Entro il 31 ottobre 2019 infatti la Regione si attende un piano volontario di dimensionamento per l’istituto comprensivo di Maleo; in caso contrario, sarà Milano a decidere.

Da qui la riunione convocata dal sindaco di Castelnuovo Marcello Schiavi, dal vicesindaco Amalia Veneroni, dalla consigliera all’istruzione Sara Tosi e dal consigliere al bilancio Paolo Viani. «A luglio c’è stato un primo incontro con Anci dove siamo stati informati della situazione, poi c’è stato un incontro con la dirigente scolastica Lorenza Badini e i sindaci del comprensivo nel quale, prendendo spunto dall’esperienza positiva di Santo Stefano e Corno Giovine (dove da qualche anno sono rispettivamente presenti le elementari e le medie), si è ragionato su un compromesso che permettesse di tenere attivo un presidio scolastico a Caselle e uno a Castelnuovo - ha spiegato Schiavi -, secondo il principio “nessuno sia privato di tutto”; la nostra amministrazione intende governare il problema - ha continuato - e sosteniamo l’idea di mantenere a Castelnuovo le elementari e a Caselle le medie».

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