Lodi Murata, il sogno diventa realtà: all’inizio del 2020 il via alle opere
Una visita alla Lodi sotterranea organizzata anni fa in occasione di una Giornata Fai

Lodi Murata, il sogno diventa realtà: nel 2020 il via alle opere

A giorni l’aggiudicazione provvisoria del piano da 900mila euro finanziato dal Ministero

Il sogno sta per diventare realtà. Entro l’anno arriverà la firma del contratto per la Lodi sotterranea, il progetto per la messa in sicurezza dei revellini di Porta Regale e delle suggestive stanze sotterranee. I lavori, che dureranno un anno, dovrebbero partire tra gennaio e febbraio. A confermarlo il provveditorato opere per la Lombardia ed Emilia Romagna, che ha curato il piano in collaborazione del Politecnico di Milano e l’associazione Lodi Murata (guidata dal presidente Giorgio Granati, affiancato da Sandro De Palma).

Il progetto esecutivo è stato reso noto ancora all’inizio di luglio, con uno stanziamento di 900mila euro, coperto con i fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ stata avviata una procedura negoziata (selezione tra un numero limitato di operatori) e in questi giorni dovrebbe avvenire l’aggiudicazione provvisoria della gara. Nel corso dell’autunno il provveditorato dovrebbe poi concordare con la ditta incarica tutte le fasi delle opere, che sono molto delicate perché si svolgono a ridosso della questura .

L’obiettivo del cantiere sotto piazzale Matteotti e viale Dalmazia è consentire l’apertura al pubblico e la valorizzazione turistica dei percorsi ipogei. Uno si trova nei pressi del torrione e delle fortificazioni del castello, con ingresso anche da una scala da realizzare vicino a una palazzina liberty di via dell’Acquedotto: il cammino è lungo circa 90 metri e conduce ad alcune stanze sotto il livello del suolo. Il secondo itinerario si snoda da piazza Castello, di fronte alla sede della questura: dalla cancellata verso i ruderi per raggiungere e affacciarsi su alcuni dei locali nascosti che conducevano verso via del Guasto. Il terzo riguarda l’ispezione degli spazi attorno all’area del castello.

Sandro De Palma

«Siamo felici che dopo 20 anni di ricerche e studi, anche con l’amico Tino Carinelli si arrivi a questo risultato - sottolinea De Palma – noi siamo pronti a seguire dal punto di vista storico i lavori che svolgerà il provveditorato, i progetti nascono sulle nostre banche dati e sulla nostra raccolta di documentazione frutto della passione di tanti anni. Si tratta di un primo passo, ci sono infatti esplorazioni e ricerche su percorsi e passaggi che possono rappresentare sviluppi futuri, come il tracciato che conduce ai bastioni di San Rocco, all’altezza di via San Bassiano».

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