Lodi, la crisi dei metalmeccanici
Lodi , un presidio dei metalmeccanici alcuni anni fa davanti ad Assolodi

Lodi, la crisi dei metalmeccanici

Nel primo semestre dell’anno sono 533 i lavoratori finiti in cassa integrazione e siamo uno territori più colpiti

Crisi nel metalmeccanico: sono 533 i lavoratori finiti in cassa integrazione. I dati del primo semestre dell’anno sono preoccupanti. A testimoniarlo il rapporto della Fim-Cisl sulle “tute blu” in Lombardia.

I territori maggiormente colpiti sono Milano (il 41,91 per cento del settore), Lecco (13,30 per cento), Brianza (12,90 per cento) e Brescia (10,11 per cento). Seguono Varese (4,60 per cento) e Lodi (3,23 per cento).

«Registriamo un peggioramento della crisi – analizza Giuseppe Rossi della Fim-Cisl Lodi-Pavia – hanno pesato alcune situazioni industriali sul territorio. In termini generali il settore è in sofferenza per le condizioni internazionali e pesano inoltre alcune scelte nazionali, come ad esempio gli incentivi per le auto elettriche, che non vengono prodotte qui, oppure i rallentamenti per i cantieri sulle ferrovie, che penalizzano i produttori di componentistica. Anche per il secondo semestre i segnali non sono buoni, ora si è fermata anche la Germania».

A livello regionale tra gennaio e gennaio 2019 le aziende metalmeccaniche interessate da processi di crisi sono state 375 (259 nel semestre precedente), 16.502 i lavoratori (9.647 nel periodo precedente). È aumentato il numero delle imprese coinvolte dalla cassa integrazione ordinaria: 316 aziende rispetto alle 221 del semestre precedente, così come il numero di lavoratori coinvolti (12.656 contro i 7.698 del semestre precedente).

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