Ottocento infortuni e due vittime, quando il lavoro diventa un killer
Nella foto d’archivio, la scena di un incidente sul lavoro

Ottocento infortuni e due vittime, il lavoro può diventare un killer

Cinque mesi terribili funestati da numerosi incidenti a Lodi e nei territori limitrofi. Se n’è parlato con i sindacati alla Festa dell’Unità

Da gennaio a maggio si sono verificati 800 incidenti sul lavoro nel Lodigiano e due morti bianche: per Franco Stasi, segretario generale Cgil di Lodi, è il momento di cambiare registro, sia sul piano locale sia su quello nazionale. L’esponente sindacale ha affrontato il tema domenica sera, nell’ultimo dibattito della Festa dell’Unità, incentrato sul tema del dialogo propositivo tra sindacati e governo. «Le morti bianche sono omicidi nei luoghi di lavoro, bisogna avere il coraggio di usare questo termine, perché ci sono sempre delle responsabilità dietro a una morte di un lavoratore» ha detto Stasi. «Serve più lavoro sulla prevenzione e sulla formazione dei lavoratori - ha continuato l’esponente sindacale - per rimettere al centro una vera cultura della sicurezza». Sotto accusa da parte dei sindacati il lavoro scarsamente qualitativo e precario che spesso non permette alle stesse organizzazioni sindacali di operare a favore dei lavoratori e delle lavoratrici.

L’ultimo episodio fatale risale a lunedì 26 agosto quando un operaio 39enne ha perso la vita a San Giuliano, dopo un volo di 12 metri durante le operazioni di messa in sicurezza dell’amianto su un tetto in via Bolsena.

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