Il mare di denaro sul quale galleggiano gli stadi e il calcio

di Paolo Bustaffa

C’è anche nella cronaca sportiva, segnatamente in quella calcistica, una dimensione educativa che se in alcuni momenti sembra svanire nel nulla, in altri lascia una traccia nella mente non solo dei tifosi.

Ovviamente in questa riflessione non si può ignorare il mare di denaro sul quale galleggiano gli stadi e il mercato del calcio.

C’è di che indignarsi per una spropositata ricchezza che stride brutalmente con la mancanza di risorse per rispondere alle domande di giustizia e di solidarietà.

Sono questioni da non accantonare ma rimanendo nell’ambito della cronaca e dei commenti sportivi sul pallone, che corre ed entra o non entra in rete, appare opportuno un auspicio perché anche da un campo di calcio possa venire un messaggio educativo. Sia mettendo in evidenza le luci sia denunciano le ombre.

Essere giornalisti, avvalendosi rigorosamente delle regole professionali, significa essere in modo del tutto particolare maestri dell’arte di educare. Raccontare quanto accade attorno e dentro uno stadio può infatti diventare un servizio alla cultura del rispetto dell’altro, del diverso, dell’avversario.

I giornalisti non sono chiamati a ridurre lo specifico del loro mestiere ma, al contrario, sono chiamati a un supplemento di professionalità perché in essa ci sono le fondamenta per una narrazione che offra all’opinione pubblica attendibili elementi di valutazione e di giudizio.

Non è un compito facile eppure ci sono non pochi professionisti che nel nostro Paese lo svolgono con grande competenza al punto da poter essere indicati come riferimento a colleghi impegnati in altri ambiti, a partire da quello politico.

L’opinione pubblica non è insensibile a un modo intellettualmente onesto di fare informazione e comunicazione e collega la responsabilità di chi parla o scrive di sport con la propria responsabilità. C’è chi fatica a rendersi conto del valore di questo incontro di onestà tra mittente e ricevente consentendo così che l’immaturità di pochi sfoci in episodi tristi e dolorosi, dentro e fuori lo stadio. Ragione in più per sostenere una cronaca che sappia unire alla passione sportiva la capacità di cogliere anche nel gioco del pallone segnali positivi per la vita personale e la vita sociale.

Da pochi giorni il pallone ha incominciato a rotolare nel campionato di calcio. Dietro il pallone corrono gli atleti sotto gli occhi spalancati degli spettatori. Anche in quei 90 minuti gli uni e gli altri sonno uomini.

La cronaca sportiva può ricordarlo a tutti con un linguaggio che nulla ha a che fare con i moralismi ma che tutto ha a che fare con la statura umana di quanti sono dentro e di quanti sono fuori dal rettangolo verde.

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