A spasso tra i monumenti: «Il numero uno? Il Belfagor»
Il monumento alla Resistenza di Vigorelli

I monumenti di Lodi, un patrimonio di cultura e storia (spesso denigrato)

Il critico e scrittore Tino Gipponi fa da Cicerone tra le opere della città

È il più significativo e il più denigrato tra i monumenti di Lodi, e non si può che partire da qui. La gente lo chiama il “Belfagor” (un nome ispirato all’allora programma tv “Il fantasma del Louvre”, perchè era ritenuto spaventoso) ma il Monumento alla Resistenza di Gianni Vigorelli è sicuramente il più significativo presente in città. Parola di Tino Gipponi, che ne spiega la natura di omaggio alla libertà.

In questo tour artistico, la firma di Gianni Vigorelli non può che tornare più volte. Per Tino Gipponi vale la pena vedere lo stilizzato busto di Ada Negri degli anni ’60, sconosciuto ai più e situato all’ingresso della scuola Maffeo Vegio, in via Carducci, «vergognosamente mal posizionato», senza dimenticare, in via delle Orfane, l’erma dello scultore Gino Oliva.

«L’unica statua dedicata alla poeta e scrittrice Ada Negri, a Lodi, si trova nella sede della Bcc Centropadana di corso Roma» e porta la firma di Mauro Ceglie, vero scolpitore in marmo, «con Vigorelli il migliore che abbia avuto il nostro territorio». In città, sempre di Ceglie, in piazzale 3 Agosto, si può scoprire il bronzo dedicato alla Madonna con figlio, maternità protettrice electa ut sol, «oggi sistemato con degna visibilità».

Non è possibile dimenticarsi di Ettore Archinti: al ponte, dove si trova l’ingresso della scuola Gorini, è collocato un suo altorilievo in marmo dedicato alla sapienza: «La sua poetica di scultore impressionista valida nei bozzetti non è mai risultata nella statuaria, come si evince dall’altorilievo degli anni ’30 dedicato alla scuola professionale dei battiferro».

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