Il dramma degli sfollati: «Piove nelle nostre case»
La palazzina scoperchiata dalla furia del maltempo: a parte la posa di alcuni teli, la situazione è rimasta questa

Caselle Lurani, dopo la tromba d’aria famiglie ancora sfollate

Nelle palazzine scoperchiate dal vento i lavori non sono ancora cominciati

Timori ed esasperazione in via Cabrini a Caselle Lurani, tra le famiglie della palazzina intono al civico 42, tra le strutture più colpite nel Lodigiano lo scorso 12 agosto. Qui la violenza del vento ha scoperchiato letteralmente la struttura, lasciando senza casa gli abitanti. Oggi, i residenti combattono la pioggia che entra dal tetto che in parte non c’è, i timori che i danni crescano ancora, che vengano coinvolti anche gli impianti, i mobili oggi coperti da teli, che tutta la palazzina diventi inagibile. E poi c’è ancora chi cerca una nuova casa, un luogo in cui attendere che il proprio appartamento torni abitabile.
Per una delle famiglie sfollate, l’urgenza è anche trovare una nuova sistemazione temporanea. Oggi sono accolti da una concittadina, ma è una situazione precaria: «Ci siamo rivolti a tutti - spiegano - ma senza esito. Abbiamo una bambina di undici anni che per il momento è in vacanza dai parenti, ma presto dovrà tornare a scuola».

«Qui è tutto fermo, siamo ancora fermi al giorno dopo quell’evento, i lavori di ricostruzione non sono mai partiti, ma oggi piove all’interno» racconta una delle residenti, tra coloro che hanno potuto rientrare a casa la sera stessa, dopo i controlli dei vigili del fuoco che hanno dichiarato inagibili solo cinque appartamenti ai piani più alti, confinanti con il tetto. E spiega: «Ci siamo rivolti a tutti, al Comune, all’amministratrice di condominio, nessuno ci sa dire perché non siano iniziati ancora i lavori. Siamo esasperati e chiediamo che almeno sia messa una copertura provvisoria».

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