La donna accusata dell’omicidio di Zamperoni alla sbarra
La donna arrestata per la morte dello chef di Casale

La donna accusata dell’omicidio di Zamperoni alla sbarra

Nella notte l’udienza di convalida dell’arresto della 41enne

Carlo Catena

Si è tenuta nella notte, ieri pomeriggio all’ora di New York, davanti alla Corte Distrettuale la prima udienza a carico della donna di 41 anni di origini italiane accusata di aver provocato la morte di Andrea Zamperoni somministrandogli sostanze stupefacenti. La donna avrebbe numerosi precedenti penali negli Stati Uniti per piccoli reati contro il patrimonio e per droga e avrebbe fatto alcune ammissioni a riscontro delle accuse di cospirazione finalizzata allo spaccio che gli vengono mosse in relazione alla morte di 3 uomini a partire dal 4 luglio scorso. Il giudice ha disposto la carcerazione senza la possibilità di essere liberata su cauzione.

La salma del cuoco di 33 anni, intanto, è stata formalmente restituita ai familiari che stanno quindi organizzando i funerali che si terranno in Italia, quasi sicuramente nella sua Zorlesco. Il corpo dovrebbe essere rimpatriato giovedì. Confermata comunque, per giovedì sera, la veglia di preghiera in parrocchia.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia di New York, nella stanza di albergo in cui la sospettata e il giovane Lodigiano ormai morto sono stati trovati mercoledì scorso c’era anche una sega elettrica con la quale si sospetta che la donna è uno o più complici avrebbero fatto scempio della salma allo scopo di farne perdere le tracce. Se la polizia non si fosse subito attivata per le ricerche, Zamperoni sarebbe quindi rimasto per sempre nell’infinita lista degli scomparsi.

Dopo la morte di Zamperoni, collocata dagli investigatori il 18 agosto, la sua carta di credito sarebbe stata usata da qualcuno diverse volte per acquisti e prelievi. La polizia di New York l’ha trovata nella stanza di albergo in cui mercoledì scorso è stata fermata la sospettata, e in cui si trovava anche la salma del giovane cuoco lodigiano. Sulla 41enne pende anche un procedimento per l’equivalente americano del reato di morte come conseguenza di altro reato, che è di competenza federale. Particolari sull’edizione del 28 agosto de Il Cittadino di Lodi.

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