Il “rebus” dei sottopassi alla Bassiana e al Sandone
Il sottopasso alla Bassiana, attualmente ciclopedonale

Il rebus dei sottopassi: alla Bassiana possibile l’apertura alle auto

Deciderà la giunta di Lodi nel 2020 e intanto si mettono le basi anche un percorso ciclabile verso la tangenziale al Sandone

Aprire al traffico il sottopasso della Bassiana, questa sì che sarebbe una rivoluzione per la viabilità di Lodi. Tutti gli occhi sono puntati sul collegamento tra viale Rimembranze e la strada per il palazzetto, perché il Broletto l’anno prossimo potrebbe decidere di togliere il divieto di accesso alle auto, un scelta legata alla realizzazione di una pista ciclabile in viale Rimembranze. Il sottopasso della Bassiana si trova così sotto ai riflettori, insieme a quello del Sandone, interessato invece dall’approdo di un tragitto ciclabile diretto verso la tangenziale: entrambi rappresentano due “scorciatoie” fondamentali tra i quartieri della città.

L’assessore Tarchini e il sindaco Casanova

Per quanto riguarda la Bassiana, l’assessore alla viabilità Alberto Tarchini ha spiegato che il Comune sta valutando come procedere. L’idea di aprire al traffico il sottopasso non è nuova, già la giunta guidata da Simone Uggetti aveva iniziato a riflettere su questa possibilità. In particolare, l’allora assessore alla partita Simone Piacentini aveva delineato un eventuale tragitto, con i veicoli in transito da viale Rimembranze-viale Italia verso viale Piermarini. Una scelta quasi obbligata, aveva illustrato in consiglio comunale l’esponente di giunta, dal momento che viale Rimembranze sarebbe diventato a senso unico. Il sottopasso poteva così rappresentare uno sfogo, sgravando via San Colombano.

Non è detto che l’amministrazione del sindaco Sara Casanova segua la stessa direzione, il nodo verrà sciolto quando si dovrà decidere come realizzare la tanto attesa pista ciclabile di viale Rimembranze. A differenza del passato, anche la viabilità tra via San Colombano e viale Europa è cambiata, con la scomparsa di due incroci semaforici che hanno lasciato il posto a due rotonde.

Diverso il caso del Chiosino, sottopasso ferroviario dove l’apertura al traffico non è all’ordine del giorno.

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