Omicidio di Tavazzano, il 40enne confessa: «Mi ha minacciato e ho perso la testa»

Omicidio di Tavazzano, il 40enne confessa: «Mi ha minacciato e ho perso la testa»

Indagini per capire cosa accaduto domenica mattina e i rapporti fra i due cugini e la ragazza minorenne

La procura di Lodi ha conferito l’incarico per far eseguire l’autopsia sulla salma del 29enne di Cerignola Amato Di Paola, ucciso dal cugino Sebastian Ganci domenica all’alba nell’appartamento di quest’ultimo in via Di Vittorio 4 a Tavazzano. L’esame servirà per capire da quanti colpi siano stato raggiunto il giovane e da quale punto della casa i colpi siano stati esplosi, ma anche per capire se fra i due ci sia stata prima una colluttazione e se la salma presenti altre ferite.

Nell’interrogatorio davanti al pm di domenica, Ganci ha ammesso l’omicidio dicendo di aver perso la testa dopo un litigio con il cugino. All’origine, la gelosia per la ragazza 17enne che viveva con lui e di cui forse si era invaghito anche la vittima Dipaola.

L’appartamento posto sotto sequestro

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