Batterio “killer” scoperto a Lodi
L’isolamento del batterio “Proteus mirabilis NDM” nel laboratorio di Lodi

Un batterio “killer” scoperto a Lodi

«Resistente agli antibiotici, isolato grazie alle nuove tecnologie del laboratorio di microbiologia»

Un’importante scoperta a livello nazionale. Non era mai stato isolato prima in Italia. Trovato in due malati lodigiani ricoverati in una lungodegenza dell’Asst di Lodi, grazie alle nuove tecnologie del laboratorio di microbiologia dell’ospedale Maggiore, un batterio ultraresistente agli antibiotici. Si tratta di un ceppo di Proteus mirabilis. Questo batterio, spiega il direttore del laboratorio Adriano Anesi, «attraverso la produzione di un enzima chiamato “carbapenemasi di tipo NDM” (Nuova Delhi Metallo-beta-lattamasi), è diventato capace di resistere alla maggior parte degli antibiotici disponibili».

I ceppi sono stati inviati al centro di riferimento per i batteri multiresistenti dell’Università di Pavia, coordinato dalla professoressa Roberta Migliavacca.
«Qui - continua Anesi - è stato individuato il gene blaNDM-1 che rende il batterio resistente ai carbapenemi. Sono state approfondite le modalità con cui i batteri si scambiano le informazioni genetiche per condividere tra di loro le capacità acquisite di difendersi dagli antibiotici. Attraverso il sequenziamento dell’intero genoma batterico si cercherà di capire le caratteristiche di circolazione nell’ambiente».

Il batterio è stato individuato nelle urine di due pazienti ricoverati nella stessa stanza grazie all’introduzione, nell’Asst di Lodi, di nuove tecnologie che permettono una diagnosi microbiologica rapida e a un sistema di sorveglianza preordinato che è in grado di rilevare resistenze anche di tipo inusuale, rendendo possibili misure per il controllo della diffusione della resistenza agli antibiotici.

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