Falsi ordini da finti responsabili Leonardo, denunciati

Falsi ordini da finti responsabili Leonardo, denunciati

Due italiani utilizzavano il marchio del colosso per ottenere forniture di materiali costosissimi: lo scambio delle merci avveniva nel Lodigiano

Truffa, sostituzione di persona ed accesso abusivo ad un sistema informatico. Sono i reati contestati dalla Guardia di finanza a due italiani, S.M. 58 anni, e R.E., 46 anni, entrambi pregiudicati e residenti a Gemmano (Rimini), denunciati con l’accusa di aver effettuato falsi ordini spacciandosi per responsabili della Leonardo spa.

Le indagini del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche sono partite proprio dalla querela presentata dalla Leonardo che lamentava di aver ricevuto richieste di pagamento da alcune società per ordini mai effettuati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i truffatori hanno dapprima creato un sito internet simile a quello ufficiale della società, attestato su un server ubicato in Danimarca, e successivamente hanno provveduto a contattare società operanti nel settore cui venivano richiesti dei preventivi di forniture riguardanti materiali in lega d’acciaio altamente costosi. Una volta perfezionato l’acquisto seguiva poi la consegna della merce, che solo in un caso non è andata a buon fine in quanto il trasportatore si era insospettito. Le consegne avvenivano nei pressi di capannoni industriali tutti ubicati nella provincia di Lodi. I contatti (email e telefonate) con le tre aziende erano posti in essere da fantomatici direttori commerciali o sedicenti responsabili degli acquisti della Leonardo spa che, al fine di rendere più veritiere le transazioni, avevano inserito nei messaggi di posta elettronica anche i loghi di altre società facenti parte dello stesso gruppo (ex Finmeccanica).

Gli accertamenti tecnici svolti sul dominio “leonardocompany.net”, la risoluzione degli indirizzi IP relativi ai messaggi di posta elettronica provenienti dai sedicenti dipendenti della Leonardo corredati dall’analisi dei tabulati telefonici nonchè della geolocalizzazione in tempo reale delle utenze mobili e Voip individuate, hanno permesso alla procura capitolina l’emissione di decreti di perquisizione locale, personale e sequestro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili della truffa. Durante le operazioni di perquisizione è stato tra l’altro rinvenuto uno smartphone munito di sim card: l’utenza, già individuata nel corso delle indagini, era utilizzata per il funzionamento e la gestione di una delle numerazioni VOIP comunicate dai truffatori come contatto della Leonardo spa.

“In particolare - spiegano gli specialisti del Nucleo - le attività di digital forsensics sul dispositivo hanno consentito di appurare la presenza di un’App (denominata “MTalk” della Messagenet spa) deputata alla gestione automatica di numerazioni Voip, tra cui quella utilizzata per porre in essere la truffa. Tale applicazione consiste in una piattaforma software che rende possibile gestire conversazioni telefoniche apparentemente riconducibili a una linea fissa sfruttando invece, in maniera ingannevole, una rete mobile. Tecnologia che ha consentito di raggirare i clienti effettivamente convinti di interloquire con uffici della Leonardo spa mentre, di fatto, le comunicazioni venivano gestite attraverso l’utenza mobile in uso ai truffatori”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.