Lodi, sfacelo “cattedrale vegetale” Adesso la parola passa agli avvocati
Lodi, sfacelo alla cattedrale vegetale di Lodi

Lodi, sfacelo “cattedrale vegetale” Adesso la parola passa agli avvocati

Il Broletto ha dato tempo fino al 15 ottobre al legale incaricato di definire le azioni a tutela dell’ente locale

Sulla Cattedrale vegetale la parola passa agli avvocati. Dopo lo sfacelo dell’opera artistica pensata da Giuliano Mauri, vittima tra l’autunno e l’inverno da una serie di una serie di crolli, il Broletto ha dato tempo fino al 15 ottobre al legale incaricato, lo studio Adavastro & Associati con sede a Pavia, di definire le azioni a tutela del Comune di Lodi.

L’intenzione, già annunciata, è quella di abbattere tutto, perché l’installazione appare compromessa, con circa una trentina di colonne delle originarie 108 rimaste in piedi. Il municipio aveva già scelto un perito (l’ingegnere Emilio Angelo Cesari di San Colombano al Lambro) per fare luce sui continui crolli per effetto del vento alla cattedrale. Nel documento i cedimenti dei supporti vengono ricondotti al peggioramento delle condizioni del legno naturale, avvenuto per cause biologiche, in particolare per l’attacco di un fungo; in più viene rilevato che i vincoli creati durante la costruzione non garantiscono la loro affidabilità nel lungo periodo e vengono avanzati dubbi sui materiali utilizzati.

Nel frattempo, sull’area dell’opera (costata nel complesso circa 280mila euro) e tutt’ora transennata per ragioni di sicurezza almeno fino a settembre, è iniziata la smobilitazione, arredi compresi. Tutta la zona del rialzo arginale sulle sponde dell’Adda che era stata realizzata con tanta fatica è abbandonata in uno stato di sfacelo, tra erba alta e una catasta di tronchi piegati e o a pezzi. Un triste spettacolo per il monumento candidato a diventare il biglietto da visita per rilanciare il turismo della città. E che oggi invece ne simboleggia una sconfitta dolorosa.

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