La banda si preparava a scappare, blitz dei carabinieri nel covo dei ladri
I carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di Melegnano (Archivio)

Gang sgominata prima della fuga

Blitz dei carabinieri a Melegnano nel covo di una banda accusata di numerosi furti tra il Lodigiano e i Sudmilano

Era sospettata di aver consumato diversi ”colpi”, fra il Sudmilano, il Lodigiano e praticamente tutto il Nord Italia. E forse sentiva il fiato sul collo delle forze dell’ordine, tanto da aver preparato una fuga che l’avrebbe messa in salvo. I carabinieri, però, l’hanno battuta sul tempo: piombando nel suo covo, a Melegnano, e sgominando così una banda accusata di una lunga serie di furti in appartamento.

A finire nei guai sono stati cinque albanesi, il cui rifugio era stato individuato dall'Arma in via Senna, una piccola strada a due passi dal Castello e dal centro, in due appartamenti adiacenti da dove partivano quasi ogni giorno fare le razzie. I militari hanno fatto irruzione passando sia dall’ingresso principale dello stabile sia dal retro. I cinque si sono barricati in casa, e uno di loro, nonostante fossero al terzo piano, ha cercato anche di calarsi dal balcone, venendo però fermato dai militari che lo attendevano in cortile. Ha anche lanciato nel vuoto una pistola, caduta sul tetto di un edificio adiacente: si tratta di una semiautomatica calibro 9, in seguito recuperata e risultata rubata in uno dei tanti furti in appartamento di cui sono accusati.

Le indagini sulla banda duravano da mesi. La gang era specializzata nei furti in appartamento, messi a segno durante il giorno e senza verificare se nelle case ci fosse qualcuno o meno. Hanno colpito anche a Lodi, vicino alla stazione, e in tutto il Lodigiano e il Sudmilano, ma anche nel Milanese e in altre province. Quando però un loro complice è stato arrestato, pochi giorni fa a Oggiono, la strategia è cambiata e hanno deciso di “cambiare aria” e di tornare in Albania per un po’, come colto dagli inquirenti grazie alle intercettazioni del caso. Così è stato necessario fermarli.

Due dei cinque albanesi sono stati arrestati e processati per detenzione dell’arma già giovedì mattina in tribunale a Lodi per direttissima. Quello che l’aveva lanciata, L.M. di 24 anni (già con una condanna per tentato omicidio alle spalle e un periodo trascorso in carcere, rientrato circa sei mesi fa in Italia con il cognome della moglie e una nuova identità), e il 21enne A.P., con precedenti per furti e rapine fin da quando era minorenne, arrivato in via Senna poco dopo il blitz dei militari ma considerato, grazie alle intercettazione, ugualmente possessore dell’arma. In tribunale hanno ammesso le loro colpe e chiesto scusa, dopo di che con il loro avvocato, Fabrizio Cardinali di Novara, hanno patteggiato la pena di sei mesi. Raggiungeranno però gli altri loro complici in carcere a Monza, dove nei prossimi giorni il fermo dovrà essere convalidato.

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