Otto casi gravi di influenza “suina”, Lodi in rete per le tecniche salvavita
L’influenza AH1N1 può comportare gravi insufficienze respiratorie

Nel Lodigiano nel 2019 già 8 casi gravi di influenza “suina”

In questi giorni è ricoverato al Maggiore un paziente di Codogno, arrivato in gravi condizioni. Attivate tecniche salvavita

Nel 2019 sono stati 8 i casi gravi ricoverati a Lodi, affetti dal virus AH1N1, altrimenti definito “influenza suina”, una patologia che può comportare gravi insufficienze respiratorie che conducono al decesso. Uno di questi 8, lo scegliamo a titolo puramente esemplificativo, è offerto da un paziente, classe 1961, ricoverato proprio in questi giorni all’ospedale di Codogno e arrivato in gravi condizioni respiratorie nel pronto soccorso del capoluogo lo scorso febbraio.
Gli ospedali del territorio hanno affrontato le emergenze: sono infatti nella rete degli specialisti che salvano la vita ai malati affetti da gravi patologie respiratorie, grazie alle tecniche di ossigenazione extracorporea (Ecmo).

Le insufficienze respiratorie severe, afferma il responsabile del dipartimento di emergenza urgenza Enrico Storti , «vanno ricoverate in terapia intensiva. Quando la ventilazione convenzionale non basta si valuta la procedura Ecmo. Si pratica un accesso vascolare venoso, si collega una pompa e il sangue viene ossigenato direttamente, mettendo così a riposo il polmone danneggiato». E spiega: «L’Asst di Lodi è un nodo di accesso alle reti e le reti dialogano in maniera biunivoca: noi mandiamo i malati e poi li riprendiamo per completare la terapia, riportarli nel loro ambiente e liberare posti letto per far sì che la rete rimanga efficiente».

Tutti e 8 i pazienti, che erano in gravi condizioni, grazie alla diagnosi effettuata subito dopo la comparsa dei primi sintomi, all’ospedale di Lodi, e alla celerità nelle terapie, ce l’hanno fatta. Tutti gli ospedali del territorio sono stati coinvolti nella cura di questi pazienti, ognuno con la sua specificità, sotto la regia dell’Asst.

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