Una sforbiciata del governo sui Comuni che si sono fusi
Castelgerundo è nato dalla fusione di Camairago e Cavacurta

Castelgerundo, il governo dà una sforbiciata ai contributi

Da Roma il ridimensionamento del finanziamento annuale: la protesta dell’Anci

Il governo taglia i fondi destinati ai Comuni che hanno scelto la fusione: nel Lodigiano, Castelgerundo, municipio nato nel 2018 dagli ex gonfaloni di Cavacurta e di Camairago, perde il 38 per cento del contributo annuale che lo Stato gli aveva assicurato per dieci anni. Dall’Associazione nazionale Comuni italiani ora si alza dunque un grido di protesta: Anci chiede con forza al governo e al Parlamento di stanziare quei 31 milioni che mancano all’appello per garantire nel 2019 i contributi dovuti per legge ai Comuni che hanno scelto la via delle fusione. Secondo gli accordi presi fra Stato e Comuni, ai municipi nati dalle fusioni spetta per un decennio il 60 per cento dei trasferimenti ricevuti nel 2010 (come Comuni singoli, non ancora fusi).

Il sindaco Saltarelli

Spiega il sindaco di Castelgerundo Daniele Saltarelli, che nei giorni scorsi ha partecipato al vertice Anci sul tema convocato nella sede nazionale: «Il problema nasce dal fatto che, a fronte dell’aumento del numero di località che hanno dato vita a nuovi Comuni, frutto di fusioni, il governo non ha implementato il fondo a disposizione, di conseguenza ha decurtato i trasferimenti che ci erano invece stati assicurati, ma questo crea dei problemi ai bilanci dei Comuni che non possono fare affidamento su dei soldi che poi in corsa gli vengono negati». Anci chiede dunque un confronto con il governo».
Questi i numeri del taglio illustrati da Saltarelli: «§I patti non sono stati modificati, dunque ci spetterebbe ancora il 60 per cento, pari, nel nostro caso, a circa 306mila euro, mentre ora è previsto che il governo ce ne trasferisca solo 190mila».

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