Rifiuti e reati ambientali, Lodi è sesta in Lombardia
Il capannone di Meleti nel quale sono stati occultati rifiuti

Dossier Ecomafie, Lodi è sesta in Lombardia

Nel rapporto di Legambiente sui dati del 2018 al primo posto c’è Brescia, all’ultimo Cremona

La provincia di Lodi è al sesto posto tra le 12 della Lombardia nella graduatoria elaborata da Legambiente con i dati delle forze dell’ordine sul numero di infrazioni accertate in materia di rifiuti nel corso 2018: se al primo posto c’è Brescia, con 94 infrazioni, pari all’1,8 per cento del totale nazionale, all’ultimo si trova Cremona, con una sola infrazione che ha portato a una denuncia e nessun sequestro. Milano, con 49 infrazioni, 25 denunce, 33 sequestri e 10 arresti, è al terzo posto.

Se paragonati con il numero di abitanti, circa 200mila, i dati di Lodi possono significare due cose: è che è una terra di inquinatori, oppure che le forze dell’ordine sono diventate via via più attente ai reati ambientali. Nel dettaglio, il Lodigiano ha fatto registrare 26 infrazioni a norme in materia ambientale, 19 denunce, 15 sequestri e un arresto.

Ecomafie e criminalità ambientale vanno di pari passo con i fenomeni di corruzione - sottolinea Sergio Cannavò dell’ufficio legale di Legambiente Lombardia -. Le Dda negli ultimi anni hanno compiuto inchieste incisive e complesse, che hanno permesso di fermare vere e proprie organizzazioni criminali dei rifiuti».

Altro fronte degli ecoreati censito dall’associazione del cigno, i delitti contro gli animali e la fauna. Su questo fronte nel Lodigiano c’è un’attenzione particolare, e i numeri più bassi della regione potrebbero indicare che le attività del passato hanno avuto anche un ottimo effetto preventivo.

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