I gerali tornano a popolarsi: da tre sindaci stop ai tuffi
Salvataggio ai Bocchi di Comazzo

Alto Lodigiano, Adda pericoloso: lo stop dei sindaci ai tuffi nel fiume

Torna il popolo dei gerali e tre Comuni rinnovano l’ordinanza

Il caldo si fa sentire. E il popolo dei bagnanti prende di mira l’Adda. Un vero e proprio assalto che è cominciato alla fine di giugno e che è destinato a proseguire durante questo afoso luglio. Con tanto di bagno nel fiume, in barba ai divieti che in questi giorni sono stati firmati dai sindaci di Comazzo, Merlino e Zelo Buon Persico, dove la balneazione è proibita. Per motivi di sicurezza (nell’Adda sono affogate tante persone e l’anno scorso 80 persone sono rimaste isolate su un isolotto a seguito di una piena e sono stati salvati dai sommozzatori), ma anche igienico-sanitarie (su indicazione dell’Agenzia della tutela della Saluto di Città Metropolitana). «Noi facciamo di tutto per tutelare l’ambiente che circonda l’Adda - dichiara il presidente del Parco Adda Sud Silverio Gori -. Svolgiamo dei controlli con le guardie ecologiche volontarie, peraltro già in corso sulla base delle ordinanze inviateci dai Comuni. Nelle ultime settimane le frequentazioni del fiume sono sempre più significative: schiere di bagnanti si affollano sulle rive in cerca di refrigerio ed è necessario ribadire che l’area va rispettata: non si abbandonato i rifiuti, è proibito accendere fuochi a terra mettendo a rischio la vegetazione circostante e ovviamente vige il divieto di balneazione».

Ogni amministrazione locale ha già installato i cartelli, con apposte in evidenza le ordinanze e i relativi divieti. «Purtroppo - spiega il sindaco di Comazzo Italo Vicardi - i cartelli vengono puntualmente divelti». E continua: «L’anno scorso sono stati riposizionati per ben due volte. Siamo arrivati al punto di doverli fotografare, in modo da dimostrare che erano stati effettivamente collocati».

Fare il bagno nel fiume non è pericoloso solo perché si rischia di venire inghiottiti da un gorgo e trascinati senza scampo dalla corrente, ma anche per gli inquinanti presenti nelle acque. «Divieti come quello di balneazione - spiega l’assessore all’Ambiente di Zelo Guido Davoglio - sono formalmente legati al superamento dei limiti di inquinanti: colibatteri, contaminanti chimici o altro».

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