West Nile, il Lodigiano osservato speciale: collocate tre trappole
Una zanzara

West Nile, il Lodigiano osservato speciale: collocate tre trappole

Le zanzare vengono prelevate a Lodi, zona Università, a Borghetto ed esaminate: i primi esiti sono negativi

West Nile, installate le trappole. L’Ats ha posizionato a Lodi, zona Università, a Borghetto e nella Bassa, le reti per il monitoraggio delle zanzare che trasmettono la West Nile. Ogni 15 giorni, le zanzare vengono prelevate e fatte esaminare. Il primo controllo è risultato, fortunatamente, negativo.

I monitoraggi sono finalizzati a individuare il virus West Nile e Usutu. Il Lodigiano è stato etichettato zona rossa dall’Istituto superiore di sanità: è considerato cioè endemico per entrambi gli agenti patogeni. Mentre la West Nile è responsabile di casi umani con sintomi neurologici gravi, la capacità di indurre forme cliniche neuroinvasive da parte di Usutu è, ad oggi, limitata a poche segnalazioni.

Diversi sono stati i casi di lodigiani che si sono infettati con il virus della West Nile. Nel 2015, a Casale, si è verificato addirittura un caso di Chikungunya, una malattia diffusa attraverso la puntura della zanzara tigre. Ad essere rimasta contagiata, però, era stata una coppia di Casale reduce da un lungo soggiorno in Sudamerica.

L’Ats, ogni anno, sollecita i Comuni a effettuare la disinfestazione. Alcuni Comuni, in difficoltà economica, però, non ce la fanno. Gli abitanti sono invitati sempre a effettuare gli interventi autonomamente e ad osservare le principali norme che evitano il proliferare delle zanzare, come svuotare i sottovasi. Una misura che però - a molti - appare insufficiente.

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