La tecnologia “sposa” l’agricoltura

Arcagna, anche i droni per irrigare il frutteto dell’università

Il progetto “Nutripreciso” punta a evitare gli sprechi

La tecnologia e l’agricoltura si sposano ad Arcagna, nel frutteto dell’Università degli studi di Milano: in campo droni e anche quad muniti di scanner e tecniche all’avanguardia. Il tutto per irrigare i campi ma senza sprechi, come previsto dal progetto “Nutripreciso”. Il direttore dell’azienda agraria didattica sperimentale F. Dotti, Emanuele Quattrini, ne va orgoglioso.

«Con il quad monitoriamo l’efficacia della fotosintesi delle piante - spiega il responsabile -. Si tratta di un nuovo metodo che abbiamo applicato per valutare lo stato fisiologico della vegetazione. Un metodo che ci consente di vedere, anche dall’alto, se le piante non stanno bene perché non hanno abbastanza acqua, ne hanno troppa o se hanno delle patologie. Abbiamo una croce con dei sensori che ci dice, in base alle rifrazioni, quanta massa vegetale è presente».
E continua: «La stessa cosa che si fa con i quod si può fare con i droni. Insomma, la nuova tecnologia consente di vedere se le piante sono o no stressate. Una volta fatta la valutazione con le macchine vado sul posto di persona a capire cosa è successo. Dopo aver raccolto i dati si procede con la nutrizione dei terreni. Con questa valutazione precisa si risparmiano acqua e composti».

Quattrini deve addirittura sfoltirla dai rami per consentire la maturazione. Ciliegie, albicocche, pesche, poi pere, mele e kiwi, si raccolgono la mattina alle 7, mentre dalle 10 i frutti vengono messi in vendita al pubblico. In azienda sono stati applicati i disciplinari di produzione integrata.

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