Nel Lodigiano “isola felice” cresce l’infiltrazione mafiosa
Il pubblico al convegno

Il “veleno” delle mafie nel Lodigiano

L’allarme dal convegno promosso dalla Consulta del volontariato: l’infiltrazione dei clan è in crescita

Oasi felice? Una volta, forse. Oggi, il veleno della malavita rischia di scorrere sempre più abbondante nelle vene del Lodigiano. O almeno ciò è quanto emerso dal convegno promosso dalla Consulta del volontariato di Codogno presso l’aula magna dell’oratorio San Luigi nell’ambito della “Settimana della legalità” organizzata per il quarto anno dal Centro promozione legalità (Cpl) del Lodigiano. Secondo la fotografia scattata, su una scala da 5 a 1, dove il numero 5 rappresenta una bassa presenza mafiosa e il numero 1 un’intensa presenza, la Provincia di Lodi si attesta attualmente al livello 4. Ma la tendenza è a scendere verso indici più bassi, con un aumento dell’infiltrazione malavitosa nel territorio.

A prendere la parola sono stati proprio ragazzi e ragazze, presentando le ricerche preparate con gli insegnanti e portando la loro testimonianza diretta: grazie ai bandi vinti dal Cpl in questi anni sono già 76 gli studenti che hanno potuto partecipare ai campi estivi di Libera, Arci, Legambiente della Masseria di Cisliano sui terreni confiscati alle mafie.
«A Reggio Calabria abbiamo incontrato una vittima del pizzo, Tiberio Bentivoglio, che si è ribellato ed è riuscito ad aprire un negozio dove vende carrozzine, seggiolini e articoli per bambini. Uno dei pochi che aderiscono a “No al pizzo” – hanno spiegato due studenti, reduci da un campo in Calabria la scorsa estate -. Sono pochissimi i negozi che hanno sulla vetrina il distintivo “No al pizzo” e si fanno notare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.