L’egiziano gambizzato a colpi di pistola è sindacalista in una logistica
Il luogo della sparatoria e l’auto della vittima

L’egiziano gambizzato a colpi di pistola è sindacalista in una logistica

Indagini serrate dei carabinieri per rintracciare due uomini che hanno sparato da uno scooter in via Garibaldi, mascherati dai caschi

Carlo Catena

Tavazzano

È stato uno dei leader delle proteste che in due occasioni hanno bloccato l’attività della logistica Stef di Tavazzano, lo scorso anno, l’egiziano trentenne incensurato che attorno alle 17.50 di sabato è stato bersaglio di cinque colpi di pistola automatica di grosso calibro poco dopo aver parcheggiato la sua Audi di fronte a un bar di via Garibaldi, nel centro di Tavazzano. Due colpi hanno raggiunto la portiera e uno dei proiettili lo ha ferito non gravemente a una gamba, mentre si trovava ancora all’interno della vettura.

A sparare, un malvivente su uno scooter guidato da un complice, entrambi con il volto nascosto dal casco. I due si sono poi allontanati a grande velocità sotto il temporale e i carabinieri ora stanno analizzando le riprese delle telecamere cittadine. I rilievi scientifici sono andati avanti fino a tarda serata. Secondo alcuni testimoni è possibile che i due centauri stessero girando già da un po’ per il centro di Tavazzano, come se stessero cercando qualcuno.

Il nordafricano vive da diversi anni in un condominio lungo la via Emilia ed è sposato con un’Italiana. In paese risulta che non abbia mai dato alcun tipo di problema e che sia ben inserito anche nel lavoro, dove è vicino a una sigla sindacale di base di cui è considerato uno dei referenti all’interno dell’azienda.

Il trentenne avrebbe anche già ricevuto minacce nei giorni precedenti. Le ipotesi sul movente di un’intimidazione così grave, che solo per pochi centimetri non si è trasformata in omicidio, sono tutte aperte. Fulvio Di Giorgio, leader di un’altra sigla sindacale di base attiva nel mondo delle logistiche, il Si Cobas, invita alla cautela: «Che il mondo delle cooperative che vendono manodopera alle logistiche sia infiltrato dal crimine organizzato è un’evidenza anche giudiziaria, ma questo episodio mi sembra troppo grave per quello che so delle realtà di Tavazzano, riguardo ai numeri e alle rivendicazioni in gioco. Spero che questa volta si arrivi a responsabili e mandanti, non dimentichiamoci che nel 2010 l’avvocato Pasquale Maglione, che seguiva per conto delle logistiche numerose trattative con le cooperative in occasione di scioperi, anche nel Lodigiano, fu ammazzato a colpi di pistola a Rodano e non si sono mai trovati i colpevoli».

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