Il prefetto dà il via al censimento dei negozi che vendono cannabis
Lodi, un negoziante mostra alcuni prodotti derivati della canapa

Cannabis, dopo l’annuncio di Salvini il prefetto di Lodi avvia il “censimento” dei negozi

Richiesto un rapido resoconto delle attività che in provincia trattano i prodotti di canapa legale, la maggior parte sono nel capoluogo

Al via anche nel Lodigiano il “censimento” dei cannabis shop, negozi che commercializzano i derivati legali della canapa e che da qualche giorno sono finiti nel mirino del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ne ha addirittura invocato la chiusura. Il prefetto di Lodi Marcello Cardona ha inviato infatti a tutti i sindaci del territorio, lunedì 13 maggio, una comunicazione via e-mail con la quale si chiede un resoconto dettagliato di tutte le attività di questo tipo presenti nei singoli comuni.

Tre in particolare le informazioni richieste: l’esatta ubicazione dei negozi e l’eventuale presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili, «esposti al rischio consumo», come scuole, ospedali, centri sportivi, parchi e in generale luoghi affollati e di aggregazione giovanile; la tipologia dell’attività; il rispetto dei profili di igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e sicurezza e il possesso dei relativi certificati previsti dalla normativa.

La risposta, chiesta ai primi cittadini «con urgenza», deve essere recapitata agli uffici della prefettura entro il 24 maggio. L’obiettivo è avere un quadro completo del fenomeno, a cui potrebbe anche seguire un tavolo di coordinamento per valutare strategie di contenimento.

A Lodi sono attualmente presenti due negozi “dedicati”, in corso Roma e in corso Mazzini, ma praticamente in tutti o quasi i comuni della provincia hanno aperto negli ultimi mesi delle rivendite, magari all’interno di tabaccherie o attività simili.

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