“Caso diamanti”, il direttore generale di Banco Bpm si è dimesso
Sono decine di migliaia in tutta Italia i risparmiatori traditi dagli investimenti in diamanti, decine nel Lodigiano: nella foto la protesta all’assemblea di Banco Bpm

“Caso diamanti”, il direttore generale di Banco Bpm si è dimesso

Maurizio Faroni lascia l’incarico, dal quale era già stato sospeso: è indagato per la “truffa” che vede tra le vittime anche decine di lodigiani

Lorenzo Rinaldi

Lodi

C’è una nuova svolta nel “caso diamanti”. Maurizio Faroni, direttore generale di Banco Bpm, ha rassegnato le dimissioni “per giusta causa”. La banca aveva già sospeso il manager, indagato nell’inchiesta della procura di Milano sui diamanti da investimento venduti a prezzi gonfiati rispetto al loro valore reale. Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha inoltre deliberato la risoluzione del rapporto di lavoro dell’ex responsabile pianificazione e marketing retail, Pietro Gaspardo, e ha preso atto delle dimissioni dell’ex responsabile compliance, Angelo Lo Giudice, per pensionamento. Anche per loro era stata disposta dal cda dell’istituto di piazza Meda la sospensione cautelare dal servizio.

Fonti vicine a Banco Bpm segnalano che il consiglio di amministrazione non ha riconosciuto per ora la sussistenza della “giusta causa” nel caso di Faroni. La risoluzione del rapporto di lavoro del direttore generale e quella degli altri due dirigenti non comportano l’erogazione di specifiche indennità o compensi, aggiungono da Banco Bpm. Le deleghe attribuite a Faroni sono esercitate, dal momento della sospensione, dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna.

Sono decine i lodigiani rimasti vittima del “caso diamanti”. Il principale istituto di credito coinvolto è Banco Bpm, seguono Monte Paschi, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Diamanti da investimento sono stati proposti ai clienti anche da alcune banche cooperative di carattere locale. Due le società di intermediazione di pietre preziose finite al centro dell’indagine della procura di Milano: IDB e DPI. Fra i truffati anche il cantante Vasco Rossi. Da mesi sono in corso le complesse procedure di risarcimento, in molti casi purtroppo solo parziale. Lunedì 13 maggio è in programma un nuovo incontro a Milano fra i rappresentanti di Banco Bpm e quelli di Federconsumatori, associazione di categoria alla quale si sono rivolti migliaia di risparmiatori in tutta Italia, un centinaio a Lodi.

Lo scorso 6 aprile a Verona, in occasione dell’assemblea dei soci nella quale era andata in scena la protesta, fuori e dentro il Cattolica Center, l’ad di Banco Bpm Castagna aveva annunciato la volontà della banca di risarcire i clienti, segnalando come i diamanti da investimento fossero una eredità del Banco Popolare (poi aggregatosi alla Banca Popolare di Milano, operazione dalla quale è nato Banco Bpm, terzo istituto del Paese). «Una vicenda dolorosa - l’aveva definita il manager - che durava dal 2003. Banco Bpm ha avuto un atteggiamento di trasparenza e discontinuità, abbiamo consegnato all’autorità inquirente tutta la documentazione e abbiamo effettuato accantonamenti consistenti per 318 milioni di euro a fronte del ristoro della clientela».

Oggi intanto il gruppo Banco Bpm annuncerà i risultati del primo trimestre 2019.

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