L’auto rigata, il topo morto: «Un segnale da qualcuno»
La candidata Francesca Vecchini

Intimidazioni alla candidata: prima l’auto sfregiata, poi un topo morto sulla soglia

Francesca Vecchini, in corsa per Uniti per Zelo e frazioni, non crede alla casualità

Avvertimenti e intimidazioni alla candidata che corre per la poltrona di sindaco a Zelo. Prima la fiancata dell’auto graffiata con un chiodo e poi il topo morto ritrovato davanti al cancello di casa. Non crede alla casualità Francesca Vecchini, che si presenta all’appuntamento del 26 maggio con la lista “Uniti per Zelo e frazioni”, destinataria, a suo avviso, di atti intimidatori a seguito della sua scelta di scendere in campo. Dirigente nazionale della Democrazia cristiana, 54 anni, ha presentato il suo gruppo dopo le elezioni di cinque anni fa. Allora non era stata eletta, ma la dispersione di voti dovuta alle 5 formazioni in campo (tre sole rappresentate in aula) aveva movimentato il quadro politico e acceso varie polemiche. Ora questi strani fatti che, secondo la stessa Vecchini, potrebbero non essere affatto casuali.

Il topo morto trovato davanti all’abitazione

«Ci sono state varie persone che mi hanno suggerito di non candidarmi, che la mia candidatura era inutile a questa tornata, ma io vado avanti comunque - dichiara Vecchini -: non mi fermano certo un dispetto o un topo morto. Trovare un topo morto ha mille significati, mio marito è un carabiniere e ne ha viste di tutti i colori. Un episodio del genere è avvenuto nel Legnanese, il che mi fa pensare».

Ovviamente che si tratti di un atto intimidatorio non c’è alcuna prova, perché non vi sono state nemmeno rivendicazioni. Fatto sta che, appena uscita di casa, non c’era nulla davanti all’abitazione della candidata di “Uniti per Zelo Buon Persico e frazioni”. «Mio marito è uscito solo 10 minuti dopo di me e ha trovato il topo morto – ricorda la dirigente Dc -: non era schiacciato, non aveva segni che lasciassero pensare a una morte per cause naturali, era intatto e si trovava sulla strada davanti al cancello di casa, come fosse stato posizionato appositamente in quel posto. Poteva effettivamente trattarsi di un evento casuale, non lo discuto, una testimonianza di degrado che sta vivendo Zelo. Anche io l’avrei presa così, se non avessi associato il ritrovamento a un altro fatto successo contro la mia persona. Precedentemente mi avevano danneggiato la macchina».

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