Rocca Brivio apre le porte e lancia un grido d’allarme
Un momento della visita di ieri

Rocca Brivio apre le porte e lancia un grido d’allarme

San Giuliano, futuro incerto per il monumento del 1200

Barbara Sanaldi

Le prime tracce certe risalgono al 1264, una nota di cessione che parla di una “Roca” costruita su un montarozzo, probabilmente punto di osservazione fortificato che, dopo la distruzione del Castro Vegio di Melegnano, Milano volle realizzare a controllo del confine con Lodi. Ottocento anni dopo quel presidio fortificato, più un piccolo castello di confine che non residenza nobiliare di campagna, avrebbe ancora tante storie da raccontare mentre attende che qualcuno si faccia avanti per difendere e promuovere quello che è uno dei beni monumentali più preziosi, interessanti e meglio conservati dell’intera provincia di Milano.

Nasce con la speranza di far conoscere pregi, segreti e “misteri” di quella Rocca Brivio che da decenni è nel cuore di appassionati di storia ed architettura, la “Domenica in Rocca” promossa da un folto gruppo di associazioni che puntano a riaccendere l’attenzione sull’antico palazzo nobiliare, proprietà fino agli ‘60 della famiglia Brivio-Sforza, passata all’ordine dei Servi di Maria e poi acquistata, nel 1998, dai Comuni di San Giuliano, San Donato e Melegnano, assieme all’Associazione Roccabrivio che dal 1968 segue gestione e manutenzione.

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