La ricetta per il coniuge ideale? Che abbia il sorriso sulle labbra

di Caterina Belloni

Chi cerca il partner ideale non deve preoccuparsi che sia piacente, ricco, ben educato, intelligente, con una buona carriera. Si tratta di caratteristiche interessanti, certo, ma non fondamentali. Per una vita serena e soprattutto longeva, l’importante è che il partner sia felice e ottimista. A segnalarlo è uno studio eseguito per otto anni su 4000 coppie di mezza età o anziane.

Se la moglie è allegra e sorridente, infatti, il marito vive a lungo. Se il coniuge è deprimente, invece, anche la moglie ne risente.

Secondo l’indagine, realizzata dall’ Università di Tilburg in Olanda e pubblicata sulla rivista Psychological Science, la soddisfazione del proprio compagno di vita può portare un individuo a vivere a lungo. Per verificarlo sono state prese in esame lungo l’arco di otto anni delle coppie americane e si è scoperto che quelle dove uno dei partner aveva un buon carattere e tanta allegria erano quelle che avevano il 13 per cento di rischio in meno di morire, al netto di altri problemi fisici legati all’età.

Secondo gli estensori della ricerca, in realtà, questi benefici possono anche derivare dal fatto che in genere una persona che sta su con il morale è anche una persona che si occupa di sé stessa, fa movimento, esce e mangia in modo equilibrato, perché non deve soddisfare con il cibo delle carenze affettive o di soddisfazione.

D’altro canto la ricerca ha dimostrato come invece nelle coppie con un componente depresso l’aspettativa di vita tenda a ridursi in modo significativo.

Per i giovani che stanno pensando di mettere su casa, ma anche per coloro che già si sono legati a qualcuno, l’insegnamento rimane lo stesso. Cercare di rendere felice il proprio coniuge conviene, non solo perché evita di avere dei “musoni” per casa ma anche perché influisce sul nostro benessere. Dunque largo alle piccole attenzioni, alle coccole, alle battute, agli scherzi. Che fanno sempre bene a una coppia, ad ogni età, ma possono anche diventare una forma di prevenzione.

A pensarci bene, però, non c‘era bisogno di una ricerca scientifica con tanto di pubblicazione internazionale per spiegare che una vita serena e longeva dipende dal buonumore. I nostri nonni lo sapevano già e in fondo anche noi ne siamo consapevoli. La scelta del partner di una vita va compiuta in modo oculato, spinti certo dall’amore e dalla passione, ma anche ponendo attenzione ad alcuni dettagli. Perché se a vent’anni, nella fase più promettente della sua esistenza, un ragazzo o una ragazza sono inclini ad avere la luna storta, ad arrabbiarsi, a prendersela per tutto e a lamentarsi, pare difficile che il loro atteggiamento migliori con il passare del tempo, quando l’età si porta dietro disillusioni, fatiche e magari anche qualche malanno. Meglio quindi prediligere persone di buon cuore, che sappiamo ridere senza paura di rovinare la propria immagine, consapevoli del fatto che la gioia del cuore traspare anche all’esterno. E diffonde influenze positive per chi la emana, ma – come hanno appena confermato i ricercatori olandesi - anche per chi gli sta accanto.

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