In acqua Giulia si trasforma in una farfalla che vola e vince
Giulia, studentessa dell’Itas Tosi

La favola di Giulia, farfalla della piscina

La 16enne codognese, affetta da sindrome di Down, ha conquistato il titolo regionale studentesco di nuoto

Laura Gozzini

In acqua Giulia è una “farfalla” che vola: così la 16enne codognese ha vinto il campionato regionale studentesco di nuoto che si è tenuto mercoledì a Brescia, unica studentessa dell’Itas Tosi in gara e niente meno che prima classificata nella batteria femminile dei 25 metri stile libero. Un testa a testa con altre cinque ragazzine “alla pari”, come la mamma Angela Cogni chiama amorevolmente le coetanee della figlia, affette come lei dalla sindrome di Down.

Giulia non lo sa, ma era una bambina di appena 7 anni quando la madre ha affrontato le prime sfide per garantirle una vita cosiddetta “normale”, lottando affinché potesse fermarsi in mensa insieme ai compagni laddove l’amministrazione comunale – «per ragioni economiche», si era difeso l’assessore dell’epoca -, non le aveva dato un’assistente a pranzo. Angela si era offerta di affiancare lei stessa la figlia, conscia che non sarebbe stato facile con un altro figlio piccolo a casa, ma alla fine, pur mettendoci tutta la buona volontà, aveva dovuto arrendersi. «Giulia è celiaca e la mia paura era che le finisse nel piatto qualche pezzo di pane e stesse male, perché poteva svenire – ricorda la donna -. Nonostante il dirigente scolastico mi avesse dato il permesso, le maestre non mi volevano e il giorno in cui mi sono presentata in mensa mi hanno fatto la guerra. Così ho iniziato a portare Giulia a casa a pranzo alle 12.30 e a riportarla a scuola alle 13. È stato il periodo più nero della mia vita».

Durato fortunatamente solo un anno, perché al cambio dell’amministrazione comunale i fondi per affidarle un’assistente furono trovati, e il problema risolto. Crescendo tuttavia molte altre sono state le montagne da scalare, perché «l’integrazione non esiste – riflette la signora Cogni -. Non è mai successo che una ragazza normodotata abbia invitato Giulia a casa o sia venuta a prenderla per fare un giro per esempio. Le amiche le ha, ma “alla pari”, che poi anche tra loro se ne combinano, ma con innocenza, senza arrivare alla cattiveria».

Chi l’accoglie per ciò che è sono invece le compagne straniere: «Tante volte l’aiuto l’abbiamo dalle ragazzine extracomunitarie, che si trovano nella sua stessa situazione», osserva mamma Angela, mozzando la frase. Dipende sempre da quale parte di mondo abiti, e non si tratta di “latitudine”, semmai di “orizzonti”: dall’apertura dello sguardo su chi è diverso, chi è minoranza. E in acqua Giulia sorvola su tutto questo, nuota, si diverte e vince.

La medaglia di mercoledì infatti è solo l’ultima di una lunga serie. Il 6-7 aprile, alle regionali “Special Olimpics” a Busto Arsizio, con l’associazione “No Limits” di Lodi la 16enne ha ottenuto due bronzi nella rana e nello stile libero e l’argento nella staffetta. E ora si prepara per le nazionali.

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