È battaglia in collina contro gli spacciatori: «Fermare il consumo»
Sopra, i carabinieri all’incontro

È battaglia in collina contro gli spacciatori: «Fermare il consumo»

San Colombano, incontro con i carabinieri sul caso dei giovani a rischio

Un fenomeno che in questi mesi ha creato non poche preoccupazioni, tra famiglie e operatori sociali. Due anni di lavoro per cercare di liberare le colline di San Colombano dallo spaccio di stupefacenti: «La situazione è molto migliorata, ma il problema non è ancora completamente risolto. Il traffico ora si è spostato poco lontano, sul Pavese» ha spiegato l’appuntato William Borelli, del comando dei Carabinieri di San Colombano, che è intervenuto venerdì sera a un incontro pubblico organizzato dalle Acli in municipio. Insieme a lui, il comandante di stazione Alessandro Ferrante, il vicesindaco Battista Bianchi e l’educatore Celeste Zagheno, e il moderatore della serata, il presidente delle Acli di San Colombano Alfredo Batista.

Il parchetto dove avveniva lo spaccio

Il carabinieri a descritto anche alcuni impressionanti episodi di cronaca accaduti proprio agli uomini dell’Arma di San Colombano e della cui gravità e pericolosità i protagonisti probabilmente non si sono resi conto: «Abbiamo trovato gruppi di ragazzi che giravano con una pistola – ha raccontato -: era una scacciacani, ma se uno di noi si vede puntare addosso una pistola di quel tipo, senza il bollino rosso di riconoscimento, può reagire sparando, e uno scherzo può trasformarsi in tragedia».

Chiaro quindi il messaggio uscito dall’incontro: «L’unico modo per arginare il problema è agire insieme, cercando di prevenire più che di punire: arrestare gli spacciatori è importante, ma non è la soluzione, perché ne arrivano subito altri pronti a prenderne il posto. Bisogna azzerare la domanda per bloccare il mercato».

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