Mafie, arriva un’altra conferma: «Il Lodigiano non è un’isola felice»
Il pubblico in sala consiliare a Lodi Vecchio per il convegno “La presenza mafiosa nel Lodigiano”

Le ombre delle mafie sul Lodigiano

Lodi Vecchio e il convegno sulla presenza dei clan nel nostro territorio, non più “isola felice” impermeabile alla malavita

Traffico di rifiuti, tratta delle schiave, prostituzione. E ancora incendi misteriosi, affari sospetti, e via discorrendo. Sembra la “fotografia” di una delle tante “terre infelici” nelle reti della malavita, lontano dalle nostre case. E invece è il rischio che incombe anche sul Lodigiano, una volta oasi lontana dalle mire delle cosche e dei clan: un mito, quello di un territorio impermeabile alle organizzazioni criminali, smontato dal convegno “La presenza mafiosa nel Lodigiano” tenutosi a Lodi Vecchio.

Buona la partecipazione e la risposta da parte della gente che ha riempito la sala consiliare. Il direttore de «Il Cittadino» ha proposto i primi spunti di riflessione traendoli da «fatti strani», come «l’autocombustione di veicoli in pieno inverno», «gli incendi a Melegnano», «gli acquisti di proprietà in pieno centro a Lodi», così «come la tratta delle schiave e la prostituzione sulla strada Boffalora-Spino», fino al traffico illecito dei rifiuti e all’ecomostro di Meleti nell’inchiesta più recente dalle Dda (Direzione distrettuale antimafia).

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