«Adottiamo le colonne della cattedrale vegetale»
Meno di un anno fa ecco come si presentava la cattedrale vegetale

«Adottiamo le colonne della cattedrale vegetale»

Lodi, l’idea dell’Asvicom: «Ricollochiamo in città i pezzi dell’opera di Mauri»

Tiene ancora banco la cattedrale vegetale a Lodi: se non è possibile salvarla, che almeno si salvaguardi il senso di un’opera d’arte “rivoluzionaria” che, seppur per un tempo molto breve, ha dato un certo impulso al turismo cittadino e al suo fiume.

Suona sicuramente come propositiva la tesi lanciata dall’Asvicom, per bocca del suo presidente Vittorio Codeluppi che parla anche in veste di fondatore della realtà “Think!”.

«Non sarebbe accettabile pensare solo di rimuovere le colonne crollate, magari per nasconderle in qualche isolata area di deposito» dice Codeluppi partendo dal fatto che per la cattedrale serve un intervento radicale.

«Facciamole ritornare dentro la vita ed il paesaggio della città - dice ancora il responsabile Asvicom, riferendosi alle colonne piegate dal vento a più riprese negli ultimi mesi -, valorizzandone la peculiare monumentalità anche singolarmente, trovando enti, istituzioni, associazioni e privati disponibili a ospitarle una ad una, garantendone l’efficiente installazione in base a precise indicazioni tecniche e prendendosi cura delle querce messe a dimora all’interno». Una sorta di “adozione”, che aiuterebbe a superare il senso di vuoto e di assenza lasciato dal crollo della cattedrale vegetale, evocandone la presenza in tanti punti diversi della città e in ognuno dei Comuni lodigiani.

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