Una passione nata 30 anni fa: «Così ho scelto di fare il pastore»
Sopra il 59enne pastore Piero con il suo gregge nei campi di Tavazzano

La storia di Piero, pastore da trent’anni per passione

Il 59enne in questi giorni si trova a Tavazzano con il suo gregge di 500 pecore

Originario della Val Seriana, in provincia di Bergamo, ha scelto di diventare pastore oltre trent’anni fa e da allora non si è mai fermato. Piero ha 59 anni e nel tempo della tecnologia e della velocità fa un lavoro antico, scandito dai passi delle 500 pecore con cui vive e di cui si prende cura, scandito dalle stagioni. Che in questi giorni lo portano a Tavazzano.
«Ho scelto questo mestiere per passione, sono stato il primo pastore della mia famiglia» ci racconta, sorprendendoci.

«La scuola non mi piaceva mica eh, ho voluto seguire il pastore della valle e sono partito», spiega il 59enne bergamasco dopo essersi appositamente cambiato il cappello «perché questa qui è un’intervista ufficiale». Così giorno dopo giorno ha imparato ad accudire le pecore, a farle crescere e a curarle durante il parto. Niente mungitura: «I miei animali non producono latte, sono di una razza diversa. Li cresco per la lana e per la carne», precisa.

Una vita scandita dalle stagioni: «D’estate stiamo su in montagna, quando fa caldo i pascoli sono verdi e il gregge può brucare, ma d’inverno è diverso. Il freddo e la neve non ci aiutano». Per lui il momento del riposo, se arriva, è ridotto all’osso: sveglia presto e fatica fino al calar del sole.

Il gregge di Piero e dei soci si muove attraverso un tracciato di stradine sterrate e vie erbose, chiedendo via via ospitalità agli imprenditori agricoli del territorio proprietari dei campi. «Mi conoscono e mi dicono tutti di sì. Poi in generale nel Lodigiano si sta tranquilli, nessuno tocca il mio gregge. Quando invece si va a Milano bisogna stare più attenti, qualche furto mi è capitato».

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