L’arte del pane diventa terapia: tuffo nel passato per gli anziani
Una lezione di panificazione alla casa di riposo di Sant’Angelo

Fare il pane: lavoro e ricordi diventano terapia per gli anziani

Lezione fuori dagli schemi grazie al maestro panificatore del Molino Pagani alla casa di riposo di Sant’Angelo

Gli occhi lucidi e sorridenti. Le mani, nodose e pazienti, che si muovono su strade note. Sfiorano l’impasto e il tavolo infarinato, intrecciano la pasta e ricavano trecce, cestini, rosette. Ripercorrono un passato personale e collettivo, quello in cui scorrono le immagini di vita tratte dalle case di ciascuno di loro, con la madre intenta a preparare pane, pasta, ravioli, tortelli, gnocchi, e quelle di un Paese intero, l’Italia del Dopoguerra.

I “nonni” della casa di riposo tornano a fare il pane tra le mura della struttura di via Cogozzo a Sant’Angelo grazie al progetto, di scena martedì mattina, portato avanti con la regia del servizio Psicologico diretto dalla psicologa Michela Quaglia e la sapienza degli esperti del Molino Pagani, realtà di eccellenza del Lodigiano dal 1803.

Tra i protagonisti anche il parroco don Livraghi

Una terapia, non farmacologica, un progetto pensato per trasferire non solo competenze e conoscenza, ma anche per trasmettere attenzione per un’arte antica e una dimensione fatta di valori, significati e complessi simbolismi. Che gli anziani ben conoscono e hanno rievocato con emozione, tornando ai giorni del loro passato.

Una ventina gli anziani ospiti - tutti dotati di grembiule, tipico copricapo e spatolina - impegnati nella produzione, seguendo gli insegnamenti del maestro panificatore Cristian Mombretto che li ha seguiti passo dopo passo e li ha accompagnati dall’impasto alla messa in forma, mentre altri 30 anziani hanno assistito alle operazioni.

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