Stop all’ictus, ospedale di Vizzolo in campo
“Facciamo rete contro l’ictus”, un progetto per portare in poco tempo le persone in ospedale: se si incomincia la terapia subito dopo i sintomi si può guarire bene

Stop all’ictus, ospedale di Vizzolo in campo

Nasce una rete con le farmacie: già 70 su 90 i punti vendita coinvolti

Cristina Vercellone

Vizzolo

Una rete per fermare l’ictus. A istituirla è l’Asst di Melegnano e della Martesana guidata dal manager Angelo Cordone. L’idea, realizzata in collaborazione con la Stroke Unit dell’ospedale di Vizzolo e Federfarma, è di aiutare i pazienti a riconoscere il prima possibile i sintomi dell’ictus, approfittando anche delle farmacie del territorio.

La Stroke unit della neurologia di Vizzolo, guidata dalla primaria Carla Zanferrari, è dotata di 10 posti letto. Ogni anno vengono ricoverati 300 pazienti. «La nostra Asst - spiega il direttore generale Angelo Cordone - partecipa, insieme ad Alice (Associazione lotta all’ictus cerebrale) al progetto “Facciamo rete contro l’ictus” che ha lo scopo di alleare contro l’ictus, le Asst e le farmacie. Occorre sensibilizzare la popolazione e diffondere una maggiore consapevolezza sulla prevenzione e la cura delle malattie cerebrovascolari».

Da sinistra, le dottoresse Graziella Molini e Carla Zanferrari e il direttore generale Angelo Cordone

Le farmacie del Sudmilano che hanno aderito al progetto sono 70 su 90. I cittadini possono riconoscerle dall’adesivo sulla vetrina con la scritta “Facciamo rete contro l’ictus”. I farmacisti frequenteranno un corso di formazione negli spazi del castello di Melegnano e impareranno a riconoscere i sintomi dell’ictus. Il consiglio dei medici è di contattare subito il 118, in caso di malore; in caso di dubbio i pazienti potranno entrare in farmacia e lo specialista li aiuterà a fare la cosa giusta.

Quali sono i sintomi dell’ictus? A spiegarlo sono gli stessi specialisti nei volantini dedicati al progetto e diffusi in farmacia: perdita di forza o sensibilità a un braccio, una gamba, metà corpo o alla faccia anche con deviazione della bocca; difficoltà nel mantenere l’equilibrio; confusione o disturbo della parola, difficoltà a capire e ad esprimersi; difficoltà nel vedere come annebbiamento e perdita della vista anche parziale; violenta cefalea. Una stroke unit efficiente è presente anche all’ospedale di Lodi. L’importante è allertare subito il 118: circa il 20 per cento di chi sta male tarda ad allertare i soccorsi o si presenta da solo in ospedale. Un comportamento da evitare se si vogliono ridurre i gravi danni dell’ictus.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.