In cosa consiste il vero digiuno di questo tempo di Quaresima

di don Giancarlo Baroni

Nell’immaginario collettivo la Quaresima è identificata come un periodo lungo, un tempo di penitenza, mortificazione, sacrificio. Certo si tratta anche di questo, tuttavia credo non si rifletta abbastanza sul fatto che l’itinerario quaresimale è tempo di rinascita.Il periodo dell’anno nel quale la Quaresima è situata è connotato dal risveglio della natura, dall’ aumentare delle ore di luce a nostra disposizione, tutto ci appare più chiaro e promettente.

Il risveglio della natura ci aiuta durante la Quaresima, a destare la nostra vita spirituale un po’ assonnata.

Non è necessario fare lunghe preghiere oppure ingaggiare orgogliosi digiuni nel tentativo di convincere Dio della nostra ineccepibile bontà. Fare Quaresima significa provare a troncare con i legami che creano dipendenza, significa tagliare con i legami che ci assorbono e ci escludono dalla relazione positiva e veritiera con i nostri fratelli.

Parecchie volte il profeta Isaia, riguardo ai digiuni interessati del popolo d’Israele, riporta il parere di Dio: il vero digiuno non consiste in atti esterni superficiali, il vero digiuno coincide con la decisione di cessare di fare il male, compiere il bene, condividere il pane con il povero, l’ammalato, l’orfano, la vedova e lo straniero.

Rinascere in Quaresima significa prendere decisamente questa direzione: ci penserà il sole di Pasqua a rischiarare e dare una luce definitiva sopra ciò che le nostre povere menti e i nostri poveri cuori ritengono ancora oscuro.

Buona Quaresima .

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