Cancelli chiusi e insegne coperte, dopo 50 anni cala il sipario sull’Abb
Cancelli chiusi e insegne coperte con sacchi da spazzatura e nastro adesivo: così si presenta il sito Abb

Il Lodigiano dice addio all’Abb: scompare anche la storica insegna

Al Comune di San Martino in Strada resta uno stabile vuoto e la perdita di 70mila euro annui di Imu

È calato definitivamente il sipario sulla storia lodigiana dell’Abb. Dopo 50 anni di storia industriale, il sito Abb di Ca’ de Bolli a San Martino è vuoto. Trasferiti i 64 dipendenti, restano i cancelli chiusi, la grande insegna a tabellone tolta, anche il marchio all’ingresso nascosto da sacchi neri e nastro adesivo. Mentre il Comune si trova a far fronte a una perdita di 70mila euro annui di Imu.

È l’epilogo della vicenda apertasi a settembre, dopo che improvvisamente la multinazionale aveva annunciato il trasferimento di tutti i lavoratori e di tutte le attività nel sito di Dalmine, motivando l’operazione con la necessità di accentrare le produzioni di bassa tensione e razionalizzare le spese. Era partita da allora una lunga trattativa, risultata però di fatto improduttiva: i lavoratori con i sindacati chiedevano un ripensamento, ma la multinazionale è sempre stata netta. E ai dipendenti, con l’accordo sottoscritto a novembre, non è rimasto che accettare il trasferimento, consolandosi con una serie di bonus e premi a compensazione del trasloco da San Martino in Strada a Dalmine.

Al Comune, nel frattempo rimane uno stabile inutilizzato. E mentre c’è già chi teme che lo stabilimento abbandonato possa diventare in futuro un ricovero “fuorilegge” per sbandati o il teatro per qualche rave party, con l’addio dell’Abb il municipio perde forse il più importante contribuente Imu territoriale, con 70mila euro l’anno. «Hanno tolto anche le insegne, credo che il trasferimento sia completato – afferma il sindaco Luca Marini, che si era schierato da subito con i lavoratori senza incertezze -. Al Comune non è ancora arrivata nessuna comunicazione di cessazione di attività, ma le relazioni con Abb non sono mai state improntate a grande voglia di comunicazione da parte dell’azienda». Una nota amara su un epilogo ancora più amaro.

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