Missione nel boschetto degli orrori
Qui sopra i volontari imbandiscono la tavola per i tossicodipendenti

Missione nel boschetto degli orrori

I ragazzi di don Chino Pezzoli hanno passato la settimana con mille disperati schiavi della droga

Giulia Cerboni

Oltre un migliaio di tossicodipendenti di tutto il Nord Italia ogni giorno varca gli ingressi del boschetto di Rogoredo per fare scorta di droga. Ma da una settimana tra loro ci sono anche i volontari che si presentano con torte e succhi di frutta per essere vicino a chi vive nella disperazione.

È partito una decina di giorni fa il progetto umanitario fortemente voluto da don Chino Pezzoli che è stato realizzato dalla Federazione “Come” che raggruppa un insieme di realtà sociali e di comunità di recupero tra cui la Fondazione Promozione Umana di don Pezzoli ed Exodus di don Antonio Mazzi.

Proprio i dati riguardanti l’affluenza alla terribile frangia di confine tra Milano e hinterland - che sono stati forniti agli addetti ai lavori dal Municipio 4 di Milano -, avevano portato don Pezzoli e don Mazzi a chiedere alle istituzioni di concedere loro la possibilità di fare qualcosa di concreto.

Del resto sono numeri impressionanti, in base ai quali sono stati registrati nei fine settimana anche picchi di 1400 persone che in una sola giornata sono entrati nel boschetto per raggiungere gli spacciatori.

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