Ex Saronio, un altro tesoretto: via alla fase due delle indagini
Nella foto, l’ingresso nella discarica dei veleni all’ex Saronio

Melegnano, un tesoretto per i veleni dell’ex Saronio

Stanziati altri 250mila euro

Stefano Cornalba

Ancora 250mila euro a disposizione per l’ex chimica Saronio: al via la seconda fase delle indagini per scoprire le aree inquinate. Nel frattempo per la prossima settimana è convocata la conferenza dei servizi sul futuro dell’ex impianto militare, che produceva le armi chimiche destinate all’esercito di Benito Mussolini. Attiva sino a metà degli anni Sessanta tra Melegnano e la frazione cerrese di Riozzo, la chimica impiegava sostanze fortemente inquinanti, a cui si deve la contaminazione dei terreni.

Dopo aver aperto un apposito tavolo tecnico, la Regione ha quindi stanziato 500mila euro sul fronte dell’ex Saronio, grazie ai quali sono stati avviate le indagini preliminari.I 250mila euro avanzati serviranno per avviare la seconda fase del piano di caratterizzazione: qualora fossero confermati i dati emersi nei mesi scorsi, verrebbero stralciati dal perimetro della Saronio a Melegnano il quartiere residenziale del Cipes e a Riozzo la zona di via dei Fiori e un paio di capannoni in via delle Industrie, dove sono risultati piuttosto bassi i livelli di inquinamento legati alla chimica.

Sempre in tema di Saronio, intanto, lunedì 18 febbraio è prevista la conferenza dei servizi per decidere il futuro dell’ex impianto militare di Riozzo, dove negli anni della Seconda guerra mondiale venivano prodotte le armi chimiche destinate all’esercito del Duce.

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