Viaggio nella città degli “invisibili”
Il Majorca

Dopo l’omicidio viaggio nella città degli “invisibili”

Codogno, tra le mete dei senzatetto la stazione, i portici di via Carducci e l’ex Majorca

Una piccola folla di invisibili, non iscritti all’Anagrafe comunale e nemmeno censiti dai servizi sociali, in movimento sul territorio, spesso inavvicinabili anche per le associazioni e gli operatori di strada. L’universo dei senzatetto c’è, anche se non si vede. Negli ultimi tre mesi, in base alle poche segnalazioni raccolte, sono almeno una mezza dozzina, forse di più quelli in Codogno, a fronte del numero di quelli conosciuti dal sociale, solo due.

Se è difficile intercettarli e contattarli, relativamente più semplice è capire dove si fermino a dormire in città. I giacigli improvvisati e i bivacchi scattano un po’ ovunque, ma tre sembrano le zone preferite: le panchine di piazza Cairoli, il parco del Caravaggio, i portici di via Carducci.
In questi casi i senzatetto si fermano il tempo indispensabile a un riposo, o più spesso a bivaccare per mangiare qualcosa, spesso per bere. Difficilmente si incontrano prima delle 23 e dopo le 5 del mattino, anche perché spesso questi sono appostamenti improvvisati da cui i clochard si allontanano in fretta, se disturbati.

Ci sono poi in città dei veri e propri rifugi, dove spesso i senzatetto si danno appuntamento o «si ospitano» l’un l’altro o dove arrivano grazie al misterioso passaparola della strada. La stazione e i treni, prima di tutto. Spesso gli stessi pendolari hanno indicato la presenza di clochard sulle sedie della sala d’attesa e sulle panchine della banchina, a volte tollerati, altre volte invece segnalati alla polizia locale.

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