Scandalo diamanti, il 9 aprile prima udienza: «Le pietre saranno restituite ai proprietari»
Diamanti da investimento: molti i lodigiani danneggiati

Scandalo diamanti, il 9 aprile prima udienza per il fallimento della società IDB

In provincia di Lodi sono coinvolti decine di piccoli risparmiatori, molti sono clienti del gruppo Banco Bpm

Lorenzo Rinaldi

È fissata per martedì 9 aprile la prima udienza di verifica del passivo per il fallimento della Intermarket Diamond Business, la società milanese che per il tramite delle banche negli scorsi anni ha venduto migliaia di diamanti da investimento a prezzi superiori rispetto a quelli di mercato.

Lo scandalo, emerso ormai da oltre un anno e che coinvolge anche gli istituti di credito, riguarda in provincia di Lodi alcune centinaia di piccoli risparmiatori, molti dei quali correntisti presso la Banca Popolare di Lodi, gruppo Banco Bpm. Le altre banche coinvolte sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte Paschi di Siena e alcuni piccoli istituti della galassia del credito cooperativo. Da Lodi Umberto Poggi, presidente di Federconsumatori, associazione che in provincia segue numerosi risparmiatori “truffati”, spiega che «l’ammissione al passivo ha lo scopo unicamente di vedere insinuato il proprio credito nell’elenco dei soggetti ammessi al passivo, allo scopo di beneficiare di un eventuale riparto che, quasi sicuramente, non porterà a un ristoro del 100 per cento del valore dell’investimento ma di molto inferiore. L’istanza di ammissione per essere considerata tempestiva - aggiunge Poggi - dovrebbe essere presentata, a stretto rigore normativo, entro l’8 marzo 2019».

Poggi di Federconsumatori

Il fallimento di Intermarket Diamond Business non mette però a rischio la proprietà dei diamanti che, per quanto di valore inferiore rispetto agli importi investiti, rimangono in possesso dei risparmiatori, anche nel caso - molto frequente - che i preziosi siano stati lasciati in custodia presso IDB.

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